Cerca

Domenica 21 Gennaio 2018 | 05:36

il caso taranto

«Negoziato per l'Ilva
trattiamo riga su riga»

verso il passaggio di proprietà Ipotesi soccorso della Cassa depositi e prestiti ad Arcelor-Mittal

«Negoziato per l'Ilva trattiamo riga su riga»

Domenico Palmiotti

TARANTO - «Stiamo trattando riga su riga». In questa frase, che ieri, nell’audizione alla commissione Industria del Senato, ha pronunciato Matthieu Jehl, vice presidente di Arcelor Mittal e ad di Am Investco, c’è tutta la complessità del negoziato che la società acquirente dell’Ilva sta portando avanti con l’Antitrust europeo per farsi approvare l’aggiudicazione della società. «Per una fusione di questa portata - ha sottolineato Jehl - è normale un approfondimento dell’Antitrust europeo. Vogliamo convincere la Commissione della validità del nostro progetto per l’Ilva. Stiamo lavorando a stretto giro con la Commissione. Al momento abbiamo assunto tutti gli impegni richiesti e continueremo a lavorare con loro».

Appena qualche giorno fa l’Antitrust ha messo i primi paletti all’aggiudicazione, chiedendo ad Arcelor Mittal di disfarsi degli impianti Magona di Piombino e a Marcegaglia di uscire addirittura da Am Investco (ha il 6 per cento della compagine societaria, la stessa quota di Banca Intesa San Paolo mentre l’88 per cento è nelle mani di Arcelor Mittal). Questo perché, a giudizio dell’Antitrust, una società così congegnata rischia di essere troppo forte in Europa e quindi di condizionare sia il mercato dell’acciaio che i prezzi. Che accadrà adesso? Arcelor Mittal cederà il sito di Piombino (si è prospettato l’interesse di Arvedi)? E Marcegaglia uscirà da Am Investco (si ipotizza che la sua quota possa essere prelevata da Cassa Depositi e Prestiti)? «Stiamo trattando e non posso fare ulteriori commenti - ha dichiarato in Senato Matthieu Jehl -. Non posso commentare nè su Marcegaglia, nè su Cassa Depositi e Prestiti». «Prematuro parlare di questo, non si ragiona sulle indiscrezioni ma sui fatti e quindi vediamo prima quali sono le osservazioni che muove l’Antitrust europeo» ha detto ieri a Taranto, dove era ad un convegno della Cisl, il ministro per il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, interpellato su un possibile ingresso di Cdp nella «nuova» Ilva.

Oltre al confronto con la Ue, Jehl ha anche parlato di come Arcelor Mittal prefigura l’Ilva nel momento in cui la gestirà. Anzitutto, 10mila addetti assunti rispetto agli attuali 14mila (chi non andrà ad Am Investco, rimarrà all’amministrazione straordinaria e sarà impiegato nei lavori di bonifica disposti dai commissari). E ancora: «Pronti a riconoscere l’attuale quadro retributivo». Il che conferma il passo avanti rispetto ai primi di ottobre, quando Am Investco disse che per gli assunti voleva l’azzeramento delle posizioni d’inquadramento maturate negli anni. Eppoi gli impegni ambientali: «Inizieremo nel 2018 con tutti i piani ambientali. Vogliamo realizzarli nel più breve tempo possibile. Contiamo di completare la copertura dei quattro parchi minerali entro il 2020 con un investimento di 365 milioni. L’Ilva di Taranto sarà una delle poche al mondo con una copertura dell’area delle materie prime». Inoltre, ha aggiunto l’ad di Am Investco, al termine dei lavori «le emissioni di polveri passeranno da 25 a 10 milligrammi per metro cubo con un miglioramento del 60 per cento rispetto ad oggi» mentre per le prescrizioni Bat (le migliori tecniche di gestione) del 2012 ci sarà un miglioramento del 35 per cento. Il ricorso del Comune di Taranto contro il Dpcm sul piano ambientale? Ha parlato il ministro De Vincenti su questo, dichiarando: «Sono convinto che il ricorso non ci sarà in quanto non sarebbe una cosa logica. Il piano ambientale risolve alla radice i problemi posti dalle istituzioni locali e prima di tutto dagli obiettivi che bisogna perseguire per il benessere dei cittadini tarantini».

Infine Jehl ha confermato anche gli investimenti nell’Ilva per 2,4 miliardi sino al 2024 tra parte industriale e ambientale, aggiungendo che in seguito si pensa di investire 100-120 milioni l’anno.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione