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Lunedì 11 Dicembre 2017 | 12:39

sos infanzia

Polveri e inquinamento
vogliono giustizia
i figli del rione Tamburi

La realtà del quartiere irrompe nella marcia dell'Arciragazzi Emiliano: salute, gioco e felicità sono diritti non negoziabili

Polveri e inquinamento, voglionogiustizia i figli del rione Tamburi

di Maria Rosaria Gigante

«I figli dei Tamburi chiedono giustizia». Scuole chiuse «per Wind Day» ne quartiere Tamburi, ma alunni, mamme ed insegnanti non fanno mancare la loro presenza e la loro voce alla tradizionale manifestazione organizzata ieri dall’Arciragazzi di Taranto in occasione della Giornata dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Alunni, mamme e insegnanti del quartiere più colpito dall’inquinamento, che si sono uniti al migliaio circa di persone, tra bambini (c’erano anche i piccolissimi degli asili nido), studenti delle secondarie di primo e secondo grado, insegnanti e genitori di oltre una decina di scuole. Tutti insieme hanno animato ieri mattina il corteo colorato snodatosi dal piazzale Bestat sino al centro città col simbolico «assalto» in piazza della Vittoria. Ogni anno è dedicato ad un tema della «Carta dei diritti» dei bambini, ma questa tredicesima edizione ha focalizzato la promulgazione e la promozione degli articoli 3 e 6 dal documento. Articoli incentrati proprio sull’interesse superiore del bambino e sull’importanza per tutte le istituzioni di preservare con ogni mezzo il loro benessere.

Striscioni, canzoni e spettacoli hanno animato allegramente il corteo di piccoli e adulti impegnati a «fare rumore». Un «rumore colorato» per rivendicare i propri diritti e per ricordare agli adulti la loro responsabilità. E’ agli adulti, infatti, che compete tutelare la vita e il benessere dei più piccoli, proteggendoli dai rischi e dai pericoli a cui quotidianamente sono esposti. Evocativi, dunque, gli slogan elaborati e «rappresentati» nel percorso preparatorio seguito dalle scuole nelle settimane precedenti. «Lasciamo volare i diritti dei bambini»: ecco l’auspicio «ancorato» ai palloncini colorati. «Chiedo il diritto di essere un bambino», reclamava un piccino su un altro striscione. «Il diritto di essere spontanei e liberi», la richiesta di rinforzo.

A sua volta, il tema dei «Diritti in…diretta» ha sollecitato la fantasia di bravi artisti in erba mentre la vivacità colorata di grandi lettere cubitali ha ricordato a tutti che «noi bambini abbiamo il diritto di non essere sfruttati e di non lavorare a età inferiore a 18 anni». Il manifesto della «Giornata» semplicemente prometteva che sarebbe stata «una marcia allegra e giocosa per ricordare a tutti che bambini e ragazzi non sono solo il futuro ma il presente e anche loro hanno il diritto di avere diritti».

Ed ai diritti dei bambini di Taranto, in particolare a quelli cui ieri, in nome del diritto alla salute, è stato negato il diritto all’istruzione, si è rivolto nel suo messaggio il governatore Michele Emiliano. Stessi diritti e stessi doveri per tutti, non negoziabili i diritti alla salute, al gioco, alla felicità, indica Emiliano. Che poi specificatamente aggiunge: «Proprio oggi (ieri - ndr) c'è il Wind Day a Taranto. Questo significa che un vento particolare sposta le polveri dell'Ilva dai parchi minerari sui quartieri vicini e per questa ragione il sindaco è costretto a chiudere le scuole. I bambini del quartiere Tamburi, che sorge proprio di fronte all'Ilva, anziché giocare tranquillamente come tutti gli altri, rischiano di entrare in contatto con quelle polveri che si accumulano. Nessuno parla dei diritti di quei bambini, come non si parla di bambini che in altri posti del mondo lavorano per confezionare palloni da calcio e che vengono sfruttati. Perché viviamo in una economia distorta, dove i soldi spingono spesso gli adulti a dire una cosa e farne un'altra. Uno degli sforzi che i vostri insegnanti stanno facendo - ha sottolineato Emiliano - è farvi crescere in modo tale che non diventiate adulti così, che dicono una cosa e poi ne fanno un'altra».

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