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stop uso delle auto proprie

Sos ispettori del lavoro
a Taranto la protesta «silenziosa»

ispettore del lavoro

Un territorio con circa 450.000 abitanti e 28 Comuni oltre al capoluogo, centinaia di chilometri con migliaia di attività economiche: dal 1° novembre di fatto prive di controlli. L’Ispettorato del Lavoro di Taranto, al quale i lavoratori hanno sempre fatto riferimento con fiducia per la tutela della dignità del lavoro quotidiano, ha aderito alla protesta nazionale contro la riforma a metà del settore.

«C’è chi protesta scendendo in piazza e chi, come avviene a Taranto, lo fa con una protesta “silenziosa” ma molto efficace che viene portata avanti nel corso della settimana - si legge in un comunicato -. Mettendo a nudo uno dei (tanti) paradossi della legislazione attuale. Ad esempio: la squadra degli ispettori del lavoro tarantini ha smesso di utilizzare la propria auto per andare a fare i controlli. Il motivo? Protestare, far sentire la propria voce e segnalare (anche) che le regole imposte alle aziende controllate – di fatto – il Ministero del Lavoro non le applica ai propri dipendenti. Paradossale, ma vero: quando utilizzano il proprio automezzo, invece del rimborso con tariffa ACI, ricevono una somma inferiore. Ancora più assurdo: se utilizzano un mezzo pubblico, il biglietto non gli viene rimborsato».

Nel mirino c’è la riforma lasciata a metà dal ministro del Lavoro Poletti, ma questa forma di protesta degli ispettori tarantini porta l’attenzione su di una semplice questione: le regole dei controllati non si applicano ai controllori. Il passaggio delle funzioni, e del personale, dal Ministero del Lavoro all’INL e all’ANPAL è avvenuto in modo parziale, lasciando il personale sia ispettivo che amministrativo senza direttive precise.

I lavoratori dell’Ispettorato di Taranto nel verbale di assemblea del 31 ottobre hanno evidenziato: lo svilimento della funzione ispettiva, del personale amministrativo e dell’area legale e contenzioso, con situazioni impossibili da continuare.

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