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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 17:47

BENI CULTURALI

Ginosa, dall’alluvione
alla rinascita artigianale

Ginosa, dall’alluvione alla rinascita artigianale

di ALESSANDRO SALVATORE

GINOSA - Il parco delle eccellenze manifatturiere di Puglia. Il futuro per Ginosa è questo progetto che venerdì 10 novembre verrà lanciato alla cittadinanza come una scommessa. La possibile cura per un territorio ferito dalle alluvioni che il 7 ottobre e 2 dicembre del 2013 causarono la morte di quattro persone ed il crollo di diverse abitazioni in gravina, «è una nuova visione che sia in grado di attrarre l'interesse di capitali, attraverso un progetto ideativo che racconti uno scenario a lungo termine verso cui tutte le azioni devono tendere». È tale il pensiero del prof. Nicola Parisi del Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura del Politecnico di Bari, che il 10 novembre, dalle ore 11, al Teatro Alcanices, sarà tra gli attori protagonisti dell’evento pubblico teso alla valorizzazione del patrimonio architettonico, territoriale e culturale di Ginosa. Il programma prevede un convegno durante il quale saranno presentate le relazioni di alcuni degli autori del libro «Il Parco delle eccellenze artigiane di Puglia. Un progetto per Ginosa», a cura del prof. Parisi. I lavori, che saranno battezzati dal sindaco Vito Parisi e dall’assessore comunale a Centro Storico e Rigenerazione Urbana Emiliana Bitetti, partiranno con la firma della convenzione tra Politecnico di Bari, Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio delle provincie di Taranto, Brindisi e Lecce ed il Comune di Ginosa per il restauro e la riqualificazione del Castello Normanno.

Nel corso della giornata verrà illustrato il progetto di ricerca del dICAR del Politecnico di Bari sulla rigenerazione del centro storico di Ginosa ed il lavoro di tesi sul restauro e riqualificazione del Castello coordinati dal prof. Parisi e dalla prof. Rossella De Cadilhac. L’opera sperimentale, realizzata da sei laureati in architettura, ha ricevuto menzioni da parte delle Università di Camerino e di Valladolid, del Ministero della Cultura e del turismo di Castiglia, e dall’Università di Ferrara con la medaglia d’oro del VI Premio internazionale «Domus Restauro e Conservazione Fassa Bartolo». L’area su cui insiste il Castello è quella gravina dissestata, che è stata oggetto di studi sul suo rischio geologico ed idrogeologico, che verranno presentati durante l’evento dell’Alcanices dal prof. ing. Alberto Piccinni e dal geologo Sergio Calabrese.

«La calamità naturale del 2013 - sottolinea il prof. Nicola Parisi - ha provato danni in un sistema idrogeologico complesso, provocando lo sfollamento dei residenti. L'accaduto ha bruscamente interrotto un'importante flusso di investimenti privati in settori importanti per il rilancio economico della città, sia turistico che manifatturiero. Oggi il problema è duplice: da un lato vi è l'esigenza di rimuovere lo stato di pericolo in cui versa l'area interdetta, dall'altro si rende necessaria una verifica di quanto ancora è in piedi che però non garantisce sicurezza strutturale. Poi vi è la necessità di attuare azioni preventive di possibili danni futuri, mediante opere di risanamento e consolidamento dei versanti della gravina. A ciò bisogna aggiungere il disagio e le difficoltà delle imprese locali che si trovano a dover affrontare una ripartenza che, per problemi di contesto, non possono autonomamente condurre». Il “problema Ginosa”, per il docente Parisi, può trovare soluzione solo in un'ottica che si fonda su di una mentalità progettuale in senso largo: «il territorio deve promuovere la creazione di un luogo unico dove devono ricollocarsi molte tra le eccellenze pugliesi della cucina, degli antichi saperi, della costruzione artigianale e della manifattura digitale. La gravina sarà un rinascere di botteghe in cui porta dopo porta si conosce la migliore Puglia. Con un occhio al tema della formazione. Non solo un luogo dove si produce e si vende, ma anche dove si insegna per non destinare all'oblio le grandi tradizioni a cui il luogo è dedicato».

Nel suo libro, il prof. Parisi prospetta il possibile scenario per la rinascita ginosina. L’obiettivo del «Parco delle eccellenze manifatturiere di Puglia» è di sicuro di non celere realizzazione, ma per crederci basta guardare all’alveare della storia che è racchiuso nella sua gravina, come suggerito da un antico abitante nel docufilm promozionale del progetto. Tra gli intervistati c’è chi cita Madre Teresa di Calcutta: «Non importa se gli altri distruggono, tu continua a costruire… ».

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