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Sabato 25 Novembre 2017 | 12:34

le finanze comunali

Cosa cambia dopo il dissesto
per il Comune di Taranto

Nuove assunzioni, mutui, tasse e imposte: la «Gazzetta» analizza punto per punto

Cosa cambia dopo il dissesto  per il  Comune di Taranto

di FABIO VENERE

Tempi da rispettare, procedure da osservare, la verità sulla possibilità di assumere e di ridurre le tasse. Con la formula della domanda e risposta, la «Gazzetta» analizza punto per punto la situazione quando ci si avvia alla chiusura formale del dissesto di undici anni fa.

Quando il Comune di Taranto approverà il piano di impegni con l’indicazione di tempi e modalità per pagare i debiti residui?

«Il piano di impegni è comunicato dall’Amministrazione all‘Osl ed al ministero dell’Interno che ne tiene conto per l’approvazione del piano di estinzione proposto dallo stesso Organismo di liquidazione».

Il piano verrà allegato al bilancio di previsione 2018?

«Gli impegni saranno inseriti nei documenti di bilancio, in particolar modo nel Fondo rischi contenzioso del primo anno a partire da quello in cui viene approvato il piano dal ministero».

Con il piano di impegno, in quanto tempo dovranno essere pagati i debiti rimasti? Verranno saldati al 100 per cento?

«Saranno pagati per intero o, in base ad un accordo transattivo nelle forme e nei termini decisi e comunque non oltre tre anni. Nel caso di alcune tipologie di debiti commerciali, però, non è detto che siano tutti da pagare (potrebbero esserci prescrizioni o vizi formali) e comunque non è scontato che lo siano al 100 per cento in caso di una transazione. Certamente, il Comune non subirà azioni esecutive (pignoramenti, decreti ingiuntivi) per debiti vantati dai creditori, dovendoli trattare tutti come se appartenessero alla gestione corrente».

Quando verrà archiviato definitivamente il dissesto, cosa cambierà per quel che riguarda le assunzioni ed i concorsi?

«Nulla in particolare. Il Comune di Taranto, infatti, è già libero di assumere nell’ambito dei tetti di spesa e dei vincoli previsti dalla legge. Avrà solo maggiori risorse da poter destinare a questi obiettivi, rispettando il pareggio di bilancio o altri meccanismi limitativi di spesa fissati dalle leggi come, in passato, è stato il Patto di stabilità interno».

Cosa cambierà, invece, per quel che riguarda la contrazione dei mutui?

«Vale la stessa risposta precedente. Si deve aggiungere che l’Amministrazione potrà liberamente gestire i residui dei mutui già in corso ma attualmente nella disponibilità dell’Osl che ammontano ad alcuni milioni di euro. Li potrà destinare così ad altri investimenti con accorpamenti o trasferimenti ad altri progetti o anche farli scadere ed incassarli».

La pressione fiscale che grava sui cittadini, potrà realmente ridursi?

«Occorre distinguere le imposte (Imu, addizionale comunale irpef) dalle tariffe (per queste ultime in alcuni casi vi è l’obbligo di copertura dei servizi, come nel caso del servizio di raccolta dei rifiuti che è collegato al piano economico finanziario di gestione del servizio). Solo nel primo caso, quindi, gli enti locali hanno maggiore autonomia di decisione, Detto questo, si deve osservare che già oggi l’Amministrazione ha libertà di determinazione tributaria e tariffaria. Bisognerà solo combinare questa libertà d’azione con il piano di impegni e la vicenda Boc. Anzi, in caso di positiva conclusione del processo d’appello, nelle casse comunali dovrebbe finire un’ingente risorsa finanziaria».

I soldi che non verrebbero più restituiti alla banca, potrebbero essere spesi subito?

«No. Occorrerà valutare i limiti stabiliti dalle leggi finanziarie (pareggio bilancio, patto Stabilità) per cui, forse, occorrerebbe, una disposizione di legge che ne consenta l’utilizzazione, anche parziale, senza ulteriori vincoli di spesa, trattandosi di accantonamenti dovuti ma che in quell’ipotesi, non sarebbero più necessari. In altri termini, l’Amministrazione comunale potrebbe avere ingenti risorse disponibili in cassa, ma non poterle spendere per ragioni di vincoli di finanza pubblica».

L'Osl, Organismo straordinario di liquidazione, sino a quando resterà in carica?

«Nel caso del Comune di Taranto, trattandosi di debiti residui prevalentemente di carattere commerciale, il ruolo dell’Osl dovrebbe ritenersi di fatto concluso già con l’approvazione ministeriale del piano, passando alla gestione attuale le posizioni debitorie residue. Che sarebbero di competenza della corrente amministrazione e dei relativi uffici comunali. Detto questo, la legge (Testo unico enti locali) dispone che il piano di estinzione sia sottoposto all'approvazione, entro 120 giorni dal deposito, del ministro dell'interno, che valuta la correttezza della formazione della massa passiva e la correttezza e validità delle scelte nell'acquisizione di risorse proprie. Il decreto di approvazione del piano di estinzione da parte del ministro dell'Interno è notificato all'ente locale ed all'organo straordinario di liquidazione per il tramite della prefettura. A seguito dell'approvazione del piano di estinzione, l'organo straordinario di liquidazione provvede, entro 20 giorni dalla notifica del decreto, al pagamento delle residue passività, sino alla concorrenza della massa attiva realizzata. Entro il termine di sessanta giorni dall'ultimazione delle operazioni di pagamento, l'organo straordinario della liquidazione è tenuto ad approvare il rendiconto della gestione».

Tra quanto tempo, dopo il «rinvio» deciso il 27 ottobre scorso dalla Cassazione, la Corte d’Appello di Lecce chiuderà definitivamente la vicenda Boc?

«Non prima di un anno e mezzo. Ma nel frattempo si può iniziare a scrivere la parola fine».

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