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Giovedì 26 Aprile 2018 | 17:32

Impugnata l'Aia

Ilva, guerra sulla polveri
Il Comune chiude le scuole

Regione e municipio contro nuovo decreto del Governo. I ministri Galletti (Ambiente) e Calenda (Sviluppo economico): «stupiti, il decreto rende ancora più solido e rigoroso il piano ambientale»

Polveri Ilva, Sindaco e Regione al Tar: oggia Taranto scuole chiuse

DOMENICO PALMIOTTI

TARANTO - Offensiva del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, e del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, contro l’Ilva. Comune e Regione impugneranno al Tar del Lazio il Dpcm (il Decreto del presidente del Consiglio dei ministri) con cui il Governo ha approvato lo scorso 29 settembre il nuovo piano ambientale dell’Ilva. Ovvero, l’insieme di regole e di prescrizioni a cui la società acquirente, Am Investco Italy (Arcelor Mittal e Marcegaglia), dovrà attenersi completando entro agosto 2023 gli interventi di risanamento. Arriva subito la risposta del Governo con i ministri Gian Luca Galletti (Ambiente) e Carlo Calenda (Sviluppo economico): «Stupisce la decisione del sindaco di impugnare un decreto che rende ancora più solido e rigoroso il piano ambientale per l’Ilva di Taranto. Nel Dpcm ci sono tempi certi per tutte le bonifiche, anche anticipati rispetto al previsto per la copertura dei parchi minerali, per un investimento complessivo sull’intero piano ambientale da parte del nuovo gestore di oltre un miliardo di euro e sulle coperture dei parchi di circa 400 milioni di euro».

È stato soprattutto il Wind Day in atto dall’altro ieri in città a spingere il sindaco ad impugnare il Dpcm. Le raffiche di vento stanno infatti trasportando verso il rione Tamburi - vicinissimo al siderurgico - ingenti quantità di polveri minerali stoccate nei parchi all’aperto provocando aria irrespirabile, cielo scurissimo e gravi disagi ai cittadini. Tant’è che, per rafforzare le misure precauzionali, il sindaco ha disposto già per oggi, e per tutti i giorni in cui l’Arpa Puglia segnalerà il «Wind Day», la chiusura delle scuole del rione Tamburi.

Il ricorso al Tar intende soprattutto dare uno scossone politico alla questione Ilva. «Faremo fronte comune con l'amministrazione comunale di Taranto - afferma il governatore -. Ancora una volta il Governo ha ignorato le criticità rappresentate dagli enti locali, dall'Arpa e dalla Regione Puglia, calpestando le aspettative e gli interessi delle popolazioni locali». E il sindaco parte dal Wind Day («Immaginiamo che il ministro e i suoi colleghi abbiano potuto visionare le fotografie dell’ultimo Wind Day a Taranto, quello è il cuore della transizione e il nodo delle future relazioni tra territorio e azienda») per sottolineare che «i numerosi segnali di disattenzione del Governo non consegnano affatto alla nostra comunità un quadro di serenità». Ma cosa segnala, in particolare, Melucci? Che il Comune e la Regione non siederanno al tavolo delle trattative al Mise tra Am Investco, sindacati e Governo. E «senza il Comune di Taranto e la Regione Puglia - dice Melucci - non si potrà dare compiuta attuazione ad ogni qualsivoglia programma per la riqualificazione degli esuberi, per l’avvio delle bonifiche, per la salvaguardia dell’indotto, per il monitoraggio del piano ambientale». «Quest’atteggiamento del Governo - rileva Melucci - continua a ferire una comunità che ha dato troppo».

Impugnazione e scuole chiuse non sono però le uniche decisioni. Il sindaco annuncia anche, insieme ad Arpa ed Asl, una revisione delle regole che scattano quando c’è il «Wind Day» (oggi ci sono solo le misure precauzionali dell’Asl); lancia una campagna informativa «maggiormente incisiva» per i cittadini; accolla al «soggetto inquinante», nella fattispecie l’Ilva, «la pulizia degli spazi cittadini» (si tratta della rimozione delle polveri); dispone «di concerto con i tecnici autorizzati, un ciclo di ispezioni straordinarie finalizzate a verificare l’ottemperanza, da parte delle industrie coinvolte, dell’obbligo di contenimento della propria produzione», nonchè di riversare maggiori sostanze «filmanti» sulle materie prime stoccate all’aperto per bloccarne con più efficacia la volatilità.

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PLAUSO GENITORI TARANTINI -  «Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, vuole impugnare l’Autorizzazione Integrata Ambientale dell’Ilva. Riteniamo che questo sia un provvedimento giusto, un primo passo verso l’affrancamento dai poteri forti che da oltre cinquanta anni vogliono i tarantini succubi, proni, carne da macello». Lo sottolinea il Comitato dei Genitori tarantini riferendosi all’iniziativa del primo cittadino di Taranto, che ha anche disposto la chiusura delle scuole del rione Tamburi nei Wind day (compresa la giornata di oggi), quando il forte vento proveniente da nord ovest riversa sulla città le polveri minerali dello stabilimento siderurgico.

Si tratta, secondo i Genitori tarantini, di «un primo passo dopo le sconce risate al telefono, dopo le allegre inaugurazioni di fontanelle cimiteriali. A questo primo passo, auspichiamo ne seguano altri nella stessa direzione affinché non resti un episodio isolato dettato dalla triste e dolorosa contingenza che così tanto clamore ha prodotto nell’opinione pubblica nazionale». La città, «flagellata - conclude la nota - in maniera spaventosa dalle polveri provenienti da Ilva, attraverso il primo cittadino dice quel 'nò troppo a lungo atteso. E’ un 'nò importante. Sia il 'nò di tutti».

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