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Domenica 19 Novembre 2017 | 09:52

Zone economiche speciali

Taranto, arrivano i primi
due decreti del Governo

Vico: riguarderanno regole generali e semplificazione

Taranto, arrivano i primi  due decreti del Governo

TARANTO - Sono in arrivo i Dpcm (Decreti del presidente del Consiglio dei ministri) per le Zone economiche speciali, il nuovo strumento inserito nell’ultima legge sul Mezzogiorno con l’obiettivo di attrarre investimenti utilizzando la leva delle agevolazioni fiscali, burocratiche e normative. La Puglia si candida con due Zes: Taranto, che si estenderà molto probabilmente sino a Matera, e Bari-Brindisi. Entrambe le Zes avranno come riferimento le due Autorità portuali di sistema: Mar Ionio Taranto e Mar Adriatico meridionale Bari-Brindisi. I primi due Dpcm, ha annunciato il ministro per il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, incontrando sindacati e Confindustria, saranno pronti entro fine mese. «Il primo raccoglierà le regole generali per l'istituzione delle Zes, la loro delimitazione e le condizioni speciali di beneficio per i soggetti economici che vi operano o che vi si insedieranno, a cui le Regioni si dovranno attenere nel formulare la loro proposta di Zes. Il secondo, invece, conterrà i criteri e gli indirizzi per le semplificazioni amministrative nelle Zes»: lo specifica Ludovico Vico, deputato Pd, della commissione Attività produttive della Camera. «In un secondo momento, successivamente all’individuazione delle Zes da parte delle Regioni, saranno emanati singoli Dpcm, uno per ogni Zes, in cui - puntualizza ancora Vico - si specificheranno le principali tipologie di intervento. Confermate da De Vincenti le due Zes in Puglia: quella interregionale di Taranto con la Basilicata e quella adriatica di Bari e Brindisi. Le altre Zes sono: Napoli-Salerno; Gioia Tauro, che metterebbe in connessione Lamezia e Reggio Calabria; Catania-Augusta-Siracusa; Palermo, in connessione con Termini Imerese; Cagliari; la Zes interregionale Abruzzo e Molise con connessione fra Ortona, Vasto e Termoli, (Zes, rileva Vico, «a quanto pare un po’ complicata da realizzarsi ma in ogni caso possibile»).

«Ora sappiamo, e ce lo anche conferma l’assessore allo Sviluppo economico, Michele Mazzarano, che Taranto è ufficialmente candidata come Zes per la Puglia, assieme a Bari-Brindisi, e questa è già una buona notizia» commenta il presidente di Confindustria Taranto, Vincenzo Cesareo. Il quale prende atto positivamente che la Regione Puglia ha inserito nel gruppo di lavoro della Zes per Taranto anche i vertici di Confindustria Taranto, Comune di Taranto e consorzio Asi (Area sviluppo industriale). «Non possiamo che ringraziare l’assessore Mazzarano per gli impegni assunti e portati a termine, garantendo fin dalla prima riunione del costituito gruppo il nostro più fattivo e propositivo apporto al lavoro che si andrà a fare per la piena riuscita dell’iter che conduce all’istituzione della Zes per Taranto» commenta Cesareo.

«Il provvedimento licenziato dalla giunta - sottolinea il consigliere Gianni Liviano, che coordina il gruppo di lavoro della Zes di Taranto - riveste un significato importante perché testimonia come l’intuizione di utilizzare la Zes come uno dei punti cardine della legge regionale speciale per Taranto, di cui sono coordinatore del tavolo tecnico, era giusta. Quando infatti ipotizzavo di individuare una Zona economica speciale quale attrattrice di nuovi e importanti investimenti per l’area di Taranto, le Zes erano ancora chiuse nei cassetti del ministero che, in un primo momento, aveva in mente un progetto più ridimensionato rispetto a quello messo in campo con il decreto “Resto al Sud”. Ma la candidatura di Taranto - rileva Liviano - è solo il punto di partenza. Adesso occorrerà cominciare a ragionare sul piano strategico che è il vero core business della Zes, lo strumento senza il quale la Zes rimarrebbe soltanto sulla carta. Piano strategico - aggiunge - che, visto il concomitante percorso che porterà presto la legge per Taranto ad essere discussa in Consiglio regionale, dovrà avere molti punti di contatto con quello che darà gambe alla stessa legge Taranto».

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