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Domenica 19 Novembre 2017 | 17:11

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«Fermate i 72 licenziamenti
nello stabilimento Cementir»

«Fermate i 72 licenziamenti nello stabilimento Cementir»

Nell'incontro di ieri al ministero dello Sviluppo economico, i sindacati degli edili, incontrando il vice ministro Teresa Bellanova e Italcementi, che giorni fa ha acquisito gli stabilimenti italiani di Cementir, hanno chiesto la revoca dei 72 licenziamenti a Taranto. Licenziamenti motivati sia con la persistenza della crisi del cemento - Cementir parla di «una sostanziale stagnazione nel breve medio periodo» - che con il blocco delle attività nel sito di Taranto a seguito del sequestro effettuato dalla Guardia di Finanza su richiesta della Procura di Lecce nell'ambito dell'inchiesta che ha coinvolto anche la centrale Enel di Brindisi e il parco loppa dell'Ilva di Taranto.

«Italcementi - dichiara Francesco Bardinella, segretario Fillea Cgil Taranto - conferma la volontà di fare un'operazione industriale per creare un grande polo di produzione cemento e attende il 2 gennaio per closing sull' acquisizione di Cementir dopo il parere dell'Antitrust». Intanto, prosegue Bardinella, «i sindacati chiedono al Governo di tenere il tavolo nazionale per monitorare un settore ritenuto strategico e trovare subito le soluzioni ad una situazione di crisi come Taranto» per la quale è stata chiesta la «revoca della procedura dei licenziamenti collettivi e la proroga della cassa integrazione». Leo Caroli, presidente della task force occupazione della Regione Puglia, ha sostenuto la richiesta sindacale per revoca dei licenziamenti e proroga della cassa. Dal canto suo, riferisce ancora Bardinella, «il vice ministro Bellanova ha aggiornato il tavolo a gennaio dopo il closing sull'acquisizione Cementir da parte di Italcementi ed ha invitato l'azienda ad evitare di arrivare a gennaio con situazioni compromesse. Inoltre si è impegnata a sollecitare il ministero del Lavoro a convocare l'incontro chiesto dai sindacati per una proroga della cassa integrazione per i lavoratori dello stabilimento di Taranto». E intanto stamattina a Taranto ci sarà un incontro con Cementir per affrontare proprio la procedura relativa ai licenziamenti collettivi.

Cementir, che ha in corso una cassa integrazione per area di crisi industriale complessa - cassa che scadrà a dicembre -, aveva già annunciato che al termine avrebbe portato il personale di Taranto da 72 a 47 unità, ma questo programma «è stato stravolto da recenti avvenimenti», ovvero il sequestro giudiziario della loppa che Cementir prendeva dall’Ilva, e per l’azienda «lo stabilimento di Taranto, privo della fornitura di loppa da parte del limitrofo stabilimento Ilva, non può ulteriormente agire sul mercato a costi competitivi».

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