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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 23:11

il fatto

Minacce a vicepresidente Taranto calcio
Tonio Bongiovanni: unanime condanna

Un manichino con un cappio al collo è stato appeso, probabilmente nella nottata tra lunedì e martedì, sulla balaustra del cavalcavia di viale Magna Grecia, accompagnato da una frase ingiuriosa nei confronti del socio di maggioranza

manichino impiccato

di LEO SPALLUTO

Un gesto esecrabile. Unanimemente condannato. Barbarie che offendono lo sport. Il risveglio, in casa-Taranto, è stato amarissimo. Un manichino con un cappio al collo è stato appeso, probabilmente nella nottata tra lunedì e martedì, sulla balaustra del cavalcavia di viale Magna Grecia, accompagnato da una frase ingiuriosa nei confronti del socio di maggioranza Tonio Bongiovanni. Apice inaccettabile della contestazione rivolta alla proprietà del club.

La notizia ha fatto velocemente il giro della città, i social network si sono popolati di messaggi di solidarietà nei confronti degli azionisti di maggioranza del Taranto. Ma non sono mancati commenti beceri e censurabili.

La Fondazione Taras, nonostante l’attuale freddezza di rapporti con i vertici societari, ha indirizzato subito parole di vicinanza a Tonio Bongiovanni «per l’ignobile gesto di cui è stato oggetto questa mattina. Ogni confronto – si legge nella nota - deve restare sempre nell’alveo del rispetto reciproco e della civiltà, cosa che qualcuno a Taranto ha evidentemente dimenticato».

Prima dell’allenamento pomeridiano, è arrivata anche la presa di posizioni di tecnici, calciatori e collaboratori del Taranto Fc, che si sono stretti a Bongiovanni e Zelatore, «destinatari di un macabro messaggio da parte di pseudo tifosi». La squadra lancia un appello alla città: «Lo sport – scrivono calciatori e allenatori - deve essere vissuto come momento di aggregazione e puro divertimento; invece siamo costretti a lavorare in un clima di terrore e quando va bene di indifferenza. Alla nostra solidarietà si associa l’appello affinché questa squadra possa tornare sul terreno di gioco con serenità e tranquillità per il bene di questa società e della città che essa rappresenta ma anche per il bene dei nostri figli, nel rispetto delle nostre famiglie che dal calcio, che è pur sempre un gioco ricordiamolo, si sostentano economicamente. Chiediamo un po’ di fiducia nei nostri confronti per non perdere di vista quell’obiettivo finale che tutti noi abbiamo ben fissato in mente. Cerchiamo di stemperare i toni e fateci tornare ad avvertire quel grande calore che la città di Taranto è in grado di dare e che non ha nulla a che vedere con i fatti di questa mattina».

Dalle stanze societarie non trapela alcuna reazione, al di là dello sconcerto per la minaccia ricevuta. I massimi dirigenti jonici si sono rifugiati un un giustificato silenzio, senza alcuna voglia di commentare l’ennesima pagina nera. Da dimenticare in fretta.

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Commenti all'articolo

  • prendetevelanelculo

    04 Ottobre 2017 - 13:01

    Lo sport deve essere vissuto come momento di aggregazione e di divertimento pero' non ricordo l ultima volta che mi son divertito

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