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Lunedì 20 Novembre 2017 | 19:51

un bel gesto

«Abbiamo trasformato
il nostro dolore in amore»

La signora Lanzon: riemergere dopo la morte di Federica e di Andrea non è stato facile, aiutiamo come possiamo

ianugurazione

di MARIA ROSARIA GIGANTE

TARANTO - C’è il cuore di Federica e del piccolo Andrea in quelle sale, una volta destinate esse stesse ad essere testimoni di dolore e sofferenze, divenute ora un centro ludico-ricreativo. Lo spazio è stato inaugurato ieri negli ex locali della Rianimazione al Santissima Annunziata. Spazi che ora tornano a vivere di nuova vita e saranno silenziosi testimoni forse ancora di sofferenze e vicissitudini, ma anche di speranze e possibili gioie.

E’ stata la signora Rita Lanzon, madre di Federica De Luca e nonna del piccolo Andrea, brutalmente uccisi poco più di un anno fa dal rispettivo marito e padre, ad inaugurare ieri il nuovo centro dove i degenti del nosocomio tarantino potranno accedere per svolgere attività ricreative e di socialità in generale. Per il direttore generale dell’Asl, Stefano Rossi, è un ulteriore esempio di umanizzazione delle cure. Per la madre di Federica, ella stessa volontaria dell’Avo (associazione volontari ospedalieri), una maniera per tenere in vita il ricordo dei suoi cari. E’ visibilmente e comprensibilmente commossa Rita Lanzon, accompagnata dal marito Enzo. Ma la luce dei suoi occhi testimonia come dal tunnel del dolore si possa riemergere trovando la forza di aiutare gli altri. «Per noi questo è un percorso di amore», dice. Dopo aver subito un’esperienza così devastante e dolorosa, loro, la madre e il padre, nonna e nonno, hanno deciso il dono più grande, «trasformare il nostro dolore in amore».
«Aiutiamo tutti coloro che possiamo aiutare», aggiunge. La vita votata agli altri. «Domenica scorsa - dice la signora Lanzon - abbiamo portato alcuni bambini al cinema. Avremmo voluto portarci il nostro». E il pensiero corre al piccolo Andrea. Ma anche alla sua mamma, per i suoi genitori ancora una piccola creatura da proteggere.

E’ stato non poco impegnativo, in questi mesi, lenire il dolore e, al tempo stesso, riemergere da quel tunnel. Ma fortunatamente anche l’allestimento del centro - come testimonia la presidente provinciale dell’Avo, Anna Pulpito - ha comportato un bel impegno. C’è stata tuttavia - assicurano le donne - la piena disponibilità dei vertici Asl ed ospedalieri a realizzare il centro ludico-ricreativo. In linea con un premio già attribuito al SS. Annunziata dall’Agenas in tema di umanizzazione delle cure, il percorso ed il centro sono stati realizzati con piena convinzione. Gli spazi rimodernati (dopo che la Rianimazione è stata trasferita al primo piano) ed attrezzati. Un televisore ed altra suppellettile sono il dono di una importante banca locale, fanno sapere. Nei locali attigui, tutti all’interno dell’ex Rianimazione, hanno trovato spazio anche gli spogliatoi del personale. In questo modo si è fatto spazio anche nei vari reparti.

A breve saranno comunicati gli orari di funzionamento del centro e le attività che vi si potranno svolgere. A gestire il tutto i volontari Avo, l’associazione che opera sul territorio da quasi 13 anni assicurando ai malati assistenza di tipo psicologico, oltre a piccoli aiuti di ordine pratico, alle persone ricoverate in ospedali o ospitate presso case di riposo, centri per disabili, residenze sanitarie assistite ed hospice del territorio.

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