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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 17:23

giornate europee del patrimonio

Tre luoghi simbolo
della «nuova» Taranto

RIflettori accesi su Sant'Antonio, San Domenico e Collepasso

Tre luoghi simbolo  della «nuova» Taranto

di ALESSANDRO SALVATORE

TARANTO - Far toccare con mano le radici del proprio territorio. Attraversando le epoche sino a poter apprendere una coscienza identitaria. In occasione delle Giornate europee del Patrimonio, la Soprintendenza accende i riflettori sulla «bellezza di Taranto, attraverso la libera fruizione di Sant’Antonio, San Domenico e Collepasso: i tre suoi luoghi simbolo», come li definisce la dirigente dei beni culturali Maria Piccarreta nell’incontro avvenuto ieri con la stampa.

Un weekend lungo, aperto ieri dalla presentazione dei lavori di restauro al complesso dell’ex Convento di Sant’Antonio, dove questa sera dalle ore 20 saranno svelati al pubblico le scoperte ed i ritrovamenti avvenuti durante la cantierizzazione della struttura del XV secolo con la direzione dell’architetto Augusto Ressa e la gestione scientifica all’archeologa Antonietta Dell’Aglio. La campagna di scavo ha svelato livelli di frequentazione antica, con terrazzamenti contenuti con filari di anfore, secondo modalità ricorrenti nelle aree portuali a partire dal III secolo avanti Cristo. Si tratta di reperti che rappresentano idealmente il «riscatto» archeologico dell’ex Convento Sant’Antonio che il Merodio definisce «molto bello», ma che verso la metà del XIX secolo fu spogliato del suo valore sacrale ed artistico. Il convento fu infatti trasformato in carcere, che negli anni ’80 del secolo scorso fu dismesso e donato alla Soprintendenza. Dalla consegna sono stati eseguiti diversi interventi. Decisivo, nella tutela, conservazione e valorizzazione dell’Ex convento, il corposo restauro costato circa 10 milioni di euro «sulla quarantina degli ultimi 5-6 anni, intercettati dalla Soprintendenza, che hanno permesso a Taranto di far risplendere la luce della cultura, come attestano gli interventi di Sant’Antonio, museo Archeologico e Santa Maria della Giustizia» commenta il funzionario architetto Augusto Ressa.

Domani la fruizione dell’ex Convento Sant’Antonio sarà dedicata alla musica con la prova generale del «Barbiere di Siviglia» (alle 20, a numero chiuso) inserita nel contesto del XV Giovanni Paisiello Festival, «nato dalla sinergia intelligente tra gli Amici della Musica e la Soprintendenza, guardando alla fruizione di questo complesso che dovrà possibilmente perpetrarsi nel tempo con altre iniziative di livello culturale» sottolinea la soprintendente Piccarreta. Al suo fianco il presidente degli Amici della Musica «Arcangelo Speranza» Paolo Ruta, che parla di un evento straordinario «perché per la prima volta nel nostro lavoro di produzione lirica, apriamo al pubblico le prove di uno spettacolo». La creatura dell’operista tarantino di fine ‘700 andrà in scena lunedì e martedì nell’allestimento ufficiale (a pagamento) nel chiostro dell’ex Convento di Sant’Antonio.

Il cartellone delle Giornate europee del Patrimonio «timbrate» dalla Soprintendenza daranno luce anche all’ex Convento San Domenico in Città Vecchia, domani: alle 10, con la presentazione del progetto alternanza scuola-lavoro «Digital Archeotaras» realizzato dalla classe IV F del liceo «Aristosseno» di Taranto. Dalle 16 alle 23 di vi sarà l’apertura straordinaria dello spazio culturale che di fatto non è stato annesso al Polo museale della Puglia come si paventava in sede di riforma della cultura.

L’altro sito che racchiude l’anima storica di Ta ranto è Collepasso, una vera e propria «isola» risparmiata dall’invadente espansione edilizia in quanto area demaniale, che, in seguito ad una campagna di scavo effettuata nel 1987, tirò fuori i resti del circuito murario di età greca (V secolo a.C.), che proteggeva l’abitato verso est e che raggiungeva, in questo tratto, la costa del Mar Piccolo. L’area di via Rondinelli (in zona Solito-Corvisea) sarà aperta straordinariamente al pubblico domani (dalle 16 alle 23) e domenica quando, dalle ore 9.30 alle 13.30 (ultimo ingresso alle 13), la Soprintendenza promuoverà con il suo personale «Piccoli archeologi a Collepasso-Giochi didattici con l’archeologia». Si tratta di un divertente viaggio nel tempo, con tappe finalizzate a costruire gli oggetti degli antichi e far comprendere meglio il mestiere dell’archeologo. L’iniziativa è rivolta alla fascia di età 5-10 anni. Attraverso la finestra del passato si guarda al futuro.

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