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Lunedì 20 Novembre 2017 | 00:55

Prima grana per Melucci

Comune di Taranto, dubbi
dei revisori sul bilancio

Non ci sarebbe chiarezza sul patrimonio del municipio: il 28 la seduta del consiglio

Comune di Taranto, dubbidei revisori sul bilancio

Il parere sul rendiconto di bilancio è negativo perché mancano dati attendibili sul patrimonio del Comune. Quello sul riequilibrio di bilancio è favorevole ma a certe condizioni. Il prossimo 28 agosto il Consiglio comunale di Taranto tornerà a riunirsi per esaminare e votare il rendiconto risalente alla precedente Amministrazione Stefàno (per l’approvazione del quale c’è già stata la diffida del prefetto) e la manovra di riequilibrio messa a punto, invece, da quella a guida Melucci, ovviamente sulla base dei dati ereditati.

Un test importante non solo per gli argomenti iscritti all’ordine del giorno ma anche perché si tratterà del primo banco di prova per la maggioranza, alle prese col partito degli «scontenti» che, come l’opposizione d’altronde, potrebbe utilizzare i severi pareri espressi dal collegio dei revisori dei conti per mettere in difficoltà sindaco e giunta.

Come la Gazzetta è in grado di rivelare, lo scorso 10 agosto il collegio dei revisori ha espresso parere non favorevole al rendiconto, considerato che «l’inventario adottato dall’Ente non riporta l’intero patrimonio disponibile ed indisponibile, rendendo inattendibile la contabilità economico patrimoniale». I revisori nel loro parere spiegano che «non tutte le voci patrimoniali del Bilancio al 31 dicembre dell’anno precedente risultano riclassificate secondo l’articolazione prevista dallo stato patrimoniale allegato al decreto legislativo n. 118 del 2011 e che a tal fine è necessario riclassificare le singole voci dell’inventario secondo il piano dei conti patrimoniale». Il collegio aggiunge poi che «è necessario applicare i criteri di valutazione dell’attivo e del passivo previsti dal principio applicato della contabilità economico patrimoniale all’inventario e allo stato patrimoniale riclassificato».

Occorrono, inoltre «i prospetti riguardanti l’inventario e lo stato patrimoniale al 1° gennaio dell’esercizio di avvio della nuova contabilità, riclassificati e rivalutati, nel rispetto del decreto legislativo n. 118 del 2001, con l’indicazione delle differenze di rivalutazione». Il collegio, pertanto, ha espresso parere non favorevole, invitando ad adempiere secondo quanto previsto dal decreto legislativo n. 118/2011 e sue modifiche ed integrazioni. I revisori, in altri termini, affermano di non potersi esprimere per la mancanza di dati completi relativamente al patrimonio dell’ente.

L’Amministrazione comunale dovrà provvedere a colmare questa lacuna entro il prossimo 31 dicembre. Tra i punti all’ordine del giorno della Giunta convocata per il prossimo 24 agosto dovrebbe esserci, infatti, un atto di indirizzo agli uffici competenti per procedere alla mappatura del patrimonio e alla registrazione dei dati.
Per quanto riguarda, invece, la manovra di riequilibrio frutto del lavoro della Giunta Melucci, il parere formulato il 10 agosto scorso dal collegio dei revisori è favorevole. Vi sono, tuttavia, riserve in ordine alla «sopravvenienza futura di ulteriori debiti fuori bilancio»; al «fondo contenzioso che appare congruo se si considera il solo contenzioso dell’Ente, ma che per le note vicende del dissesto e dell’attuale orientamento giurisprudenziale del Tribunale di Taranto, potrebbe risultare insufficiente e pertanto non garantire gli equilibri di bilancio»; alle «società partecipate per la mancata attuazione del piano di razionalizzazione».

I revisori, pertanto, a maggior tutela del mantenimento degli equilibri nel tempo, prescrivono «la copertura integrale del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, come previsto dalla vigente normativa». Il collegio poi osserva: «La differenza tra il costo del servizio e le entrate previste dalla tariffa non può essere coperta con altre fonti di entrata. Detta irregolarità è stata peraltro già oggetto di rilievo da parte del M.e.f. in occasione dell’ultima verifica amministrativo-contabile, riscontrata nel Bilancio di previsione 2015. L’ente dovrà adottare i provvedimenti di conguaglio per consentire l’integrale copertura dei costi». Il collegio prescrive, infine, «la verifica costante della gestione delle entrate e delle spese correnti» e in considerazione della rilevata inadeguatezza del fondo rischi contenzioso invita l’ente «all’adozione degli indirizzi dettati dalla delibera di giunta n. 102/2017 fino all’esito del contenzioso con Banca Intesa San Paolo, relativo all’emissione dei Boc».
[Mimmo Mazza]

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