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Sabato 18 Novembre 2017 | 20:45

il tar di lecce

«La Provincia diTaranto
non può imporre la bonifica
dei terreni discarica Vergine»

«La Provincia diTarantonon può imporre la bonificadei terreni discarica Vergine»

TARANTO - «La Provincia di Taranto non può imporre ai proprietari dei terreni su cui insiste la discarica Vergine la bonifica delle aree». E’ questo il principio affermato dal Tar di Lecce che, con ordinanza pubblicata nei giorni scorsi, ha accolto il ricorso proposto dall’avv. Luigi Quinto nell’interesse dei titolari del sito avverso il provvedimento con il quale il Dirigente del settore ecologia ed ambiente della Provincia di Taranto aveva imposto ai proprietari alcuni interventi di bonifica consistenti, tra l’altro, nella rimozione immediata del percolato. Lo rende noto lo stesso legale.
La discarica di rifiuti non pericolosi fu sequestrata senza facoltà d’uso nel febbraio 2014 dopo due anni di indagini. Sotto processo sono finiti Pasquale Moretti, responsabile dell’impianto; Paolo Ciervo e Mario Petrelli, rappresentanti legali di «Vergine Spa» e «Vergine Srl», e le due società per illecito amministrativo.

Secondo l’accusa, gli imputati con le loro condotte avrebbero provocato l’emissione di sostanze odorigene, quali il solfuro di idrogeno e biogas, derivanti dai processi di gestione e post-gestione delle vasche di raccolta e di trattamento dei rifiuti. I giudici amministrativi, spiega l'avv. Quinto, hanno affermato che «il proprietario non responsabile dell’inquinamento non è tenuto all’esecuzione delle misure di sicurezza d’emergenza e alla bonifica. Il dato più preoccupante è rappresentato dal fatto che la società che gestisce la discarica, e che in virtù dei principi affermati dal Tar è l’unica obbligata alla bonifica, è stata dichiarata fallita e non dispone di alcuna risorsa economica, nel mentre l'intervento richiederebbe complessivamente oltre 20 milioni di euro».

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