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Sabato 25 Novembre 2017 | 12:29

Il passaggio

Ilva, impegno di Mittal
«Parchi coperti in 3 anni»

E' prevista nella domanda di Aia presentata al Ministero. E il 5 settembre si chiudono le osservazioni

Ilva, impegno di Mittal«Parchi coperti in 3 anni»

I Mittal con il sindaco

Si avvia il cammino della nuova Autorizzazione ambientale dell’Ilva di Taranto dopo che Am InvestCo Italy ha sottoscritto il contratto con l’amministrazione straordinaria dell’azienda siderurgica. L’elemento più importante è l’anticipazione dei tempi per la copertura dei parchi minerali. Sono fissati in 36 mesi dalla data «in cui Am InvestCo subentrerà nella gestione del sito» si legge nella domanda avanzata al ministero dell’Ambiente. In altri termini, tra fine 2020 e inizio del 2021, calcolando che Am InvestCo Italy prenda possesso operativo dell’Ilva a fine anno o, tutt’al più, all’inizio del prossimo. Ieri lo stesso ministero dell’Ambiente ha pubblicato sul sito «la domanda Aia dei nuovi interventi di modifica del piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria approvato con Dpcm 14 marzo 2014 nonchè di ogni altro titolo autorizzativo necessario per l’esercizio degli impianti presentata da Am InvestCo Italy». Quest’ultima è la società formata da Arcelor Mittal (85 per cento) e da Marcegaglia (15 per cento) e subentrerà alla gestione commissariale. A Minambiente gli ultimi documenti e i relativi aggiornamenti sono pervenuti da Am InvestCo Italy il 31 luglio e integrano la domanda presentata il 5 luglio. Adesso parte la consultazione da parte dei soggetti interessati. La scadenza per presentare le osservazioni è fissata al prossimo 5 settembre. L’intera procedura dovrà concludersi con un nuovo Dpcm entro il 30 settembre prossimo.

Nell’offerta fatta ai commissari, Am InvestCo mette sul piatto 1,1 miliardi di investimenti ambientali, 1,3 di investimenti industriali, 1,8 miliardi per l’acquisizione dell’azienda (ma si parte con un fitto calcolato in 180 milioni annui a rate trimestrali) e 10mila occupati per tutta la vigenza del piano, ovvero sino al 2023 (ma su questo è in corso una trattativa sindacale, nuovo incontro al Mise il 13 settembre).

La documentazione per la nuova Aia è corposa: è fatta da alcune parti generali più 27 allegati. Nell’allegato A, c’è una mappa riassuntiva degli interventi e si specifica che la legge 19 del 2017 «ha stabilito la proroga in via generale, al 23 agosto 2013, della scadenza dei termini finali di adempimento di tutte le prescrizioni dell’Aia di Taranto. Tuttavia - si specifica -, laddove l’autorità competente dovesse ritenere che la proroga non sia già stata disposta ma solo consentita dalle citate disposizioni normative, si chiede il differimento dei termini previsti dall’Aia di Taranto».

Ma quali sono i tempi di esecuzione delle varie opere? Molte sono collocate alla scadenza fissata, ovvero agosto 2023. Le anticipazioni riguardano il parco minerale e quello fossile, con 36 mesi di lavori, precisando che «i nastri trasportatori presenti nell’area dove saranno realizzati gli edifici», si intende la copertura appunto, «non verranno coperti». A dicembre 2018, invece, si completeranno il piano di ripristino ambientale di gestione dei rifiuti, la rimozione dei fanghi dai canali, la bonifica delle aree (sequestrate dalla Magistratura) dove sono state accatastate le traversine dismesse della rete ferroviaria interna e dei pneumatici fuori uso. A fine 2020 è poi previsto l’adeguamento ai limiti normativi per le sostanze pericolose degli scarichi degli impianti produttivi. Fissato all’1 luglio 2021 l’intervento relativo alle aree di stabilimento da impermeabilizzare: Gestione rifiuti ferrosi, Servizio discariche, Impianto recupero ferrosi.

Altre date: fine 2018 la chiusura completa degli edifici - attualmente risultano chiusi 13 dei 19 previsti - e maggio 2020 dei nastri trasportatori. Alla data del 23 agosto 2013 sono invece collocate la rimozione dell’amianto presente nel siderurgico e la copertura del parco calcare. Si chiede poi il via libera su un progetto alternativo per i parchi minori (Omo, Agglomerato Nord e Sud e Loppa): non più la copertura ma «il confinamento su tutti i lati dei parchi mediante l’installazione di barriere frangivento», «il mantenimento dei sistemi attualmente in essere di bagnatura dei cumuli», «l’impermeabilizzazione delle superfici del parco». Anche per questi interventi la data finale è agosto 2023.

Quasi tutti gli interventi sono a carico di Am InvestCo Italy eccetto la chiusura delle discariche ex cava Due Mari ed ex cava Cementir che, insieme ad altri interventi di messa in sicurezza permanente delle discariche, sono a carico dell’amministrazione straordinaria di Ilva. La gestione dei materiali fanghi di acciaieria, fanghi di altoforno e polverino di altoforno saranno invece in carico alle due parti «secondo le porzioni di rispettiva competenza».

I commissari Ilva, Gnudi, Carrubba e Laghi, a decorrere dalla data di approvazione del nuovo Dpcm «e sino alla data di avveramento delle condizioni sospensive apposte al contratto» (accordo sindacale sulla forza lavoro e parere favorevole dell’Antitrust europeo), daranno il via agli interventi previsti «entro i limiti delle risorse disponibili, fermi gli obblighi restitutori da parte di AmI».[domenico palmiotti]

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