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Lunedì 20 Novembre 2017 | 08:40

ad un mese dalle elezioni

Taranto, due baresi entrano
nella giunta di Melucci

Si tratta di Rocco De Franchi e di Aurelio Di Paola, figlio dell'ex presidente di Aeroporti di Puglia

Taranto, due baresi entrano nella giunta di Melucci

FABIO VENERE

TARANTO - Melucci parte con una giunta ridotta. A meno di un mese dalla sua vittoria al ballottaggio, ha nominato assessori quattro tecnici che faranno parte della sua «squadra» di governo. Due (su quattro) provengono da Bari. Si tratta di Aurelio Di Paola ai Lavori pubblici, figlio di Domenico Di Paola, ex amministratore di Aeroporti di Puglia e di Rocco De Franchi, ex assessore al Comune di Bari allo Sviluppo economico ed Avvocatura, alla guida del delicato assessorato all’Ambiente. Di Paola junior, peraltro, era stato recentemente nominato dalla Regione Puglia componente del comitato di gestione dell’Autorità portuale di Taranto. A questi due nomi, si aggiungono quelli di Valentina Tilgher allo Sviluppo economico e di Massimiliano Motolese alle Società partecipate ed all’innovazione tecnologica. Quest’ultimo, peraltro, è il figlio di una neoconsigliera comunale del Pd, Carmen Galluzzo, anche se sul punto il diretto interessato la vede così: «Mia madre non c’entra nulla. Sono un tecnico in quota al sindaco con cui ho collaborato in questa campagna elettorale occupandomi della parte relativa ai fondi comunitari».

E se anche il consigliere regionale Gianni Liviano parla, in una nota stampa, di giunta made in Bari e di eccessiva sudditanza del neosindaco verso Bari e nei confronti del presidente Emiliano dopo l’adesione di Melucci a FronteDem, il primo cittadino respinge così ogni polemica: «bisogna alzare l'asticella e mirare al salto di qualità civico, politico e culturale. Avevo anche detto che per Taranto non mi sarei fermato al recinto del campanilismo né al cabotaggio della vecchia politica. Per Taranto voglio il meglio, me lo chiedono - dichiara Rinaldo Melucci - le massime autorità e istituzioni, ma soprattutto me lo chiedono le persone comuni per strada. E una delle novità è che questa volta la parola data si mantiene».

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