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Martedì 21 Novembre 2017 | 16:54

Taranto

Rifiuti e cattivi odori
appello alla Regione

Ma l'incontro in commissione disertato da politici e Asl

Rifiuti e cattivi odori  appello alla Regione

TARANTO - I cattivi odori provenienti dalle zone industriali e dagli impianti per lo smaltimento dei rifiuti continuano ad essere una problematica attorno alla quale la politica gira al largo, lasciando alla magistratura . come avvenuto nel caso della discarica Vergine - il compito di svolgere attività di supplenza. La Regione Puglia continua a prendere tempo, non varando una legge ad hoc ma invece valutando una ulteriore deroga ai gestori di impianti, in attesa di completare l’iter che ha visto comparire dinanzi alla competente commissione alcune associazioni come Peacelink, Taranto respira e nei giorni scorsi anche Attiva Lizzano, Beni Comuni Taranto, Isde-medici per l’ambiente di Taranto e Isde Massafra, Madre Terra di Massafra, Vigiliamo per la discarica di Grottaglie e Territorio Bene Comune di San Marzano.

Con sorpresa, i comitati jonici hanno constatato l’assoluta assenza dei rappresentanti delle amministrazioni locali interessate da tali fenomeni olfattivi. «Eppure gli argomenti trattati - si legge in una nota - erano di vitale importanza per i cittadini ed interventi tecnici, quali quelli di Arpa e Asl Bari, li hanno direttamente chiamati in campo. In caso di emergenza, sono loro i primi responsabili della salute dei cittadini e ad essi competono poteri e doveri di tutela.Non meno rilevante l’assenza della Asl. Siamo tutti consapevoli dell’importanza che la normativa in materia di emissioni odorigene rivesta per i nostri territori. E quanto sia urgente. Un esempio è dato dalla chiusura della discarica per rifiuti speciali sita in territorio di Lizzano, effettuata dopo i controlli eseguiti a seguito della mobilitazione della popolazione, che per anni ha denunciato il disagio e il pericolo per la salute causati dalle esalazioni maleodoranti. Quanto tempo è stato necessario per la validazione delle denunce dei cittadini?

E’ stata sollecitata la fine di ogni proroga; l’attuazione di una normativa che si prefigga come fine la tutela della salute e stabilisca controlli rigorosi sui luoghi di incenerimento e di smaltimento nonché sui mezzi di trasporto dei rifiuti; l’adeguamento della nuova legge regionale alle Direttive Europee di recente emanazione; la fine immediata del commissariamento della regione Puglia. Il comitato “Territorio Bene Comune San Marzano”, in  testimonianza dei territori jonici occupati da discariche e da altre fonti di emissioni maleodoranti, ha proposto la pianificazione razionale del rapporto abitanti/realtà industriali (ivi comprese le discariche); legge speciale per Taranto che ponga il divieto di realizzazione e ampliamento di discariche e ogni attività che determini emissioni odorigene nella Provincia di Taranto; l’istituzione di un Osservatorio permanente sulla qualità dell’aria in Puglia; la mappatura delle aree interessate da società la cui attività comporta emissioni odorigene; la mappatura della direzione dei venti e localizzazione di centraline permanenti di rilevazione lungo tali correnti; la trasparenza in tutta la fase della segnalazione delle emissioni odorigene e degli atti consequenziali; l’ istituzione di un numero verde regionale o presso altro ente pubblico e realizzazione di una App istituzionale per le segnalazioni; un questionario di rilevazione inviato ai cittadini che subiscono le emissioni maleodoranti. Ha evidenziato, inoltre, la necessità che Arpa esegua in autonomia i controlli, invece che convalidare, come ora avviene, gli autocontrolli dei gestori, e che sia abbreviato il termine proposto dei sei mesi per la trasmissione dei dati da Arpa Puglia all’autorità competente».

 Mimmo Mazza

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