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Martedì 21 Novembre 2017 | 18:31

taranto

«Niente smartphone alla guida»
Polizia stradale promuove «Icaro»

Progetto «Icaro», la Polizia Stradale rilancia con gli studenti il valore della sicurezza

«Niente smartphone alla guida»Polizia stradale promuove «Icaro»

Diciassettesima edizione del progetto «Icaro» che ha come come obiettivo la campagna di sicurezza stradale rivolta ai giovani. L’iniziativa è promossa dalla Polizia Stradale in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dell’Università «La Sapienza» di Roma, il ministero dell’Istruzione e dell’Università, il Movimento italiano genitori, la Fondazione Ania per la sicurezza stradale. La Polstrada, attraverso «Icaro», vuol «far comprendere ai giovani l’importanza del rispetto delle regole, promuovere una cultura della legalità ed evitare che i ragazzi assumano comportamenti pericolosi, causa principale degli incidenti stradali. Il progetto Icaro ogni anno ha un target diverso e quest’anno si è concentrato sul “Multitasking”, e cioè lo svolgere più attività contemporaneamente come, ad esempio, l’utilizzo di sistemi elettronici di bordo dei veicoli e radiotelefoni, cause principali di distrazione alla guida e di conseguenti incidenti stradali».

«Durante gli incontri, tenuti da personale della Polizia Stradale di Taranto - si legge in una nota -, sono stati mostrati agli alunni dei filmati sulla sicurezza stradale e dei video sull’argomento “Multitasking”. Il tema centrale del progetto - si evidenzia - è stato quello della distrazione alla guida, fenomeno purtroppo in crescita e legato allo scorretto utilizzo delle tecnologie alla guida. Ai ragazzi è stato sottoposto un questionario per cercare di capire la loro percezione di sicurezza sulla strada, test che è stato riproposto alla fine dell’intervento degli operatori della Polstrada. Tali questionari, anonimi, saranno oggetto di studio per capire l’approccio da utilizzare per il futuro per risolvere il problema. I test infatti - prosegue la nota - saranno successivamente oggetto di valutazione da parte del dipartimento di Psicologia dell’Università La Sapienza di Roma. L’anno scorso, ad esempio, sono stati fatti compilare e poi restituiti all’Università la Sapienza 23.000 questionari su tutto il territorio nazionale».

«Si ripropone quindi l’intendimento della Polizia Stradale - prosegue la nota - di stare all’interno della scuola come ente formatore di legalità, nello specifico interesse di far acquisire la consapevolezza dei rischi della circolazione stradale e con l’obiettivo di ridurre l’infortunistica e incidentalità connessa alla conduzione dei veicoli».

«Un modo molto moderno di fare Polizia e di fare prevenzione - si dice ancora -. Ma prevenzione è anche, e soprattutto, informazione perché la diffusione dei risultati degli ultimi studi che dimostrano il nesso tra distrazione e incidentalità, diventi spunto di discussione comune. E’ stato infatti accertato - si osserva - che tra le dieci cause di distrazione più rilevanti in caso di sinistri, sono ai primi posti: guida distratta (62 per cento dei casi inerenti le distrazioni); uso del telefono (12);  distrazione per persone, cose o eventi esterni al veicolo (7); distrazione per persone interne al veicolo (5); uso di apparati tecnologici durante la guida, audio e climatizzazione, mangiare e bere (2 per cento ciascuno); regolazioni del veicolo (finestrini, specchietti etc.), movimentazione oggetti o animali nel veicolo, attività legate al fumo (1 per cento ciascuno)».

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