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Sabato 18 Novembre 2017 | 18:36

Taranto

Nuovo lavoro per l'Arsenale
«curerà» la fregata Carabiniere

Dopo ammodernamento della portaerei “Garibaldi”, lavori sulle “San Giusto” e “Stromboli”: attualmente si sta occupando di un sommergibile

Nuovo lavoro per l'Arsenale«curerà» la fregata Carabiniere

C’è una schiarita per l’Arsenale della Marina Militare di Taranto. Il ministero della Difesa ha infatti assegnato allo stabilimento industriale la manutenzione di due nuove unità, una delle quali è la fregata europea multi missione (Fremm) «Carabiniere». Il sindaco di Taranto, Ezio Stefàno, commenta la scelta definendola «in linea con gli auspici e le aspettative del territorio che ha sempre puntato sull’importanza strategica del nostro Arsenale. E’ un atto di fiducia - dice il sindaco - che la città e le maestranze meritavano e che rafforza ancora di più i rapporti con la Marina Militare.

Saranno senz’altro un punto di partenza gli interventi che si riterranno necessari alla fregata “Carabiniere”, unità di ultima generazione, che richiede manodopera specializzata quale è quella presente nel nostro Arsenale». «E’ un processo di riavvio delle attività all’interno dello stabilimento militare» dice ancora il sindaco. «Ma l’Arsenale di Taranto - osserva l’ammiraglio di squadra Eduardo Serra, a capo del Comando Marina Sud - non è mai stato chiuso o inattivo. Occuparsi delle manutenzioni delle navi della Marina rientra nelle sue vocazioni. Si è intervenuti sull’ammodernamento della portaerei “Garibaldi”, sono stati effettuati lavori sulle navi “San Giusto” e “Stromboli” e attualmente ci si sta occupando di un sommergibile. Inoltre, da tempo ci siamo anche candidati per le navi mercantili in un'ottica di maggiore utilizzazione dei nostri bacini. Cosa è accaduto ora? Che si è deciso di trasferire la fregata “Carabiniere”, col pacchetto di manutenzioni già previsto ed assegnato, dalla base di La Spezia a quella di Taranto. Il che avverrà, penso, nei prossimi mesi. Ma si andrà anche ad una ridislocazione delle stesse Fremm tra le due principali basi della Marina».

Serra osserva poi che l’Arsenale è impegnato nel portare avanti l’attuazione del piano «Brin» relativo all’ammodernamento impiantistico. «C’è la quota derivante dal Contratto istituzionale di sviluppo per l’area di Taranto che dobbiamo utilizzare - dice Serra -. Sono 37,193 milioni di euro stanziati con la delibera Cipe del 23 dicembre del 2015. Gli interventi devono essere cantierizzati ma la parte burocratico-contrattuale è già avanzata». In effetti, l’ultimo report sullo stato di avanzamento del Cis di Taranto, dà «in esecuzione» a marzo 2017 la parte relativa all’Arsenale. Su 882,231 milioni complessivi di risorse Cis per l’area, riprogrammate e riassegnate per evitarne il disimpegno, la parte conclusa ammonta al 2 per cento del totale (8 interventi), quella in progettazione al 34 per cento (6 interventi) con 297,073 milioni e quella in esecuzione - nella quale rientra l’Arsenale - al 50 per cento con 439,290 milioni (8 interventi). In programmazione, infine, 10 interventi, il 12 per cento della spesa: 105,058 milioni.

Il Cis, che riguarda 33 progetti, risale a dicembre 2015 ed è inserito nella legge 20 del 2015 con lo scopo di favorire il rilancio dell’area di Taranto. La necessità di prevedere per l'Arsenale uno stanziamento specifico, i 37 milioni appunto, per la parte infrastrutturale e il completamento del piano «Brin», è stata rivendicata tempo fa dal Comune di Taranto, dai parlamentari e dai sindacati per evitare che il ruolo produttivo dello stabilimento venisse messo in secondo piano rispetto alla trasformazione in percorso museale di quella parte dell’Arsenale non più interessata alle lavorazioni. Obiettivo, questo della riconversione culturale e turistica, contemplato anche nelle finalità del Cis.

A fine maggio la fregata «Carabiniere» era a Gibuti dopo essere stata in Australia, Sud-Est Asiatico e nei Paesi del Golfo, prendendo parte a diverse esercitazioni con le Marine locali e, sulla via del ritorno nel Mediterraneo, in supporto associato alla missione di antipirateria «Eunavfor Somalia», operazione «Atalanta». La nave «Carabiniere» è la quarta unità Fremm consegnata alla Marina nell’aprile 2015 in versione «antisommergibile» ed è allestita con sistema d’arma, difesa e scoperta di ultima generazione, all’avanguardia sia nel campo militare che civile.[domenico palmiotti]

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