Cerca

Martedì 21 Novembre 2017 | 09:27

Un danno per 40mila euro

Taranto, rimborsi gonfiati
indagati dipendenti Asl

Nei guai anche la cooperativa «Maestrale» di Palumbo

di Francesco Casula

Ammonta a oltre 40mila euro la truffa messa a segno, secondo la Procura di Taranto, da Giampaolo Palumbo nei confronti dell’Asl. È quanto emerge dall’avviso di conclusione delle indagini firmato nei giorni scorsi dal pubblico ministero, Enrico Bruschi, che ha iscritto Palumbo e altre due persone nel registro degli indagati.

Secondo le indagini, Palumbo, amministratore unico della «Maestrale società cooperativa sociale» che svolgeva nel Distretto socio-sanitario 2 il trasporto per conto dell’Asl di pazienti sottoposti alla dialisi, nel periodo tra il 2013 e il 2016 avrebbe sostanzialmente gonfiato il numero di chilometri percorsi per accompagnare i pazienti dalle loro abitazioni al centro Asl e da questo, dopo il trattamento, nuovamente alle abitazioni. Palumbo, secondo il pm Bruschi, «indicava mendacemente nelle fatture un numero di chilometri superiore a quello certificato dall’Automobil Club di Italia calcolato dal domicilio del paziente al luogo di terapia» per ottenere un rimborso maggiore dall’Asl. Nel procedimento sono state coinvolti anche Vita Maraglino e Vito Lippolis, dipendenti Asl, che secondo l’accusa «omettevano scientemente ogni controllo sui numero di chilometri svolti e la prima istruiva, predisponeva e sottoscriveva la lettera di richiesta di rimborso delle fatture, che il secondo sottoscriveva attestandone la regolarità amministrativa» per la liquidazione.

Nelle scorse settimane il pm Bruschi ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini e le difese hanno prodotto una serie di memorie. L’avvocato Raffaele Errico, che difende Palumbo, nel suo documento ha spiegato che la vicenda ruota intorno a un equivoco: le indagini infatti sarebbe viziate da un calcolo errato dei percorsi che non vanno intesi come distanza dal luogo di residenza al centro di dialisi, ma dal domicilio - e quindi dal luogo in cui venivano effettivamente prelevati i pazienti - al centro dove veniva svolta la terapia. Palumbo inoltre ha spiegato come non vi sia alcun accordo con i dipendenti Asl tanto da citare alcune fatture che la società ha presentato alla Asl e non sono mai state liquidate.

Ora quindi toccherà al pubblico ministero Bruschi valutare la versione dei fatti fornita da Palumbo e decidere se archiviare la sua posizione e quindi anche quella dei coindagati oppure chiederne il rinvio a giudizio.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione