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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 06:52

Fermato il presunto killer

S. Giorgio, l'imprenditore ucciso
per una relazione «scomoda»

Bloccato l'assassino. Ciro Piccione aveva una relazione con la mamma della fidanzata dell'omicida

Uomo ucciso a San GiorgioLa moglie: «Vi prego, parlate»

E’ stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria dai carabinieri il presunto autore dell’omicidio di Ciro Piccione, il 29enne imprenditore agricolo ucciso il 12 maggio scorso a San Giorgio Jonico (Taranto) con due colpi di pistola calibro 7,65 che lo hanno raggiunto all’addome e alla coscia destra in un deposito agricolo nelle adiacenze dell’abitazione dei genitori. Si tratta di Salvatore Mele, di 29 anni, operatore ecologico di Lizzano, fidanzato della figlia di un’amica della vittima. Il giovane, condotto in caserma per essere sentito alla presenza dei sui legali di fiducia (Franz Pesare e Pasquale Corigliano) e del sostituto procuratore Maurizio Carbone, ha reso piena confessione assumendosi le responsabilità dell’omicidio.

 Il giovane, secondo quanto riferito dai carabinieri, ha sostenuto di aver fissato un incontro con la vittima per esternagli il proprio dissenso e quello della sua fidanzata rispetto all’amicizia che coltivava nei confronti della madre di quest’ultima. Il delitto sarebbe maturato durante una colluttazione nata per disarmare la vittima che improvvisamente aveva estratto e gli aveva puntato contro una pistola dalla quale in rapida sequenza erano partiti due colpi. Il giovane si sarebbe poi allontanato dal luogo del delitto e si sarebbe disfatto della pistola, lanciandola in mare.

Gli elementi raccolti hanno consentito al pm Carbone di emettere il provvedimento di fermo, controfirmato dal procuratore aggiunto Pietro Argentino. All’esito di un’attività di indagine condotta mediante l’ascolto di persone informate sui fatti, la verifica del traffico telefonico e delle comunicazioni sms e WhatsApp della vittima e di persone a lui vicine, l’ analisi delle celle radio base di telefonia e l’esame di filmati di numerose telecamere di videosorveglianza, gli inquirenti hanno circoscritto un’area di approfondimento che ha condotto a Salvatore Mele. Il giovane, nell’arco temporale ricompreso fra la sera dell’11 maggio e la mattina del 12, giorno in cui è avvenuto l’omicidio, aveva avuto contatti telefonici con l’ imprenditore, anche di poco antecedenti all’ora del delitto, individuata nelle 11,30 del mattino. Inoltre, numerose immagini di telecamere di videosorveglianza documentano i transiti dell’Audi A4 SW nera in uso all’uomo in prossimità del deposito di mezzi agricoli di San Giorgio Jonico in uso alla vittima, così come lo studio del traffico delle celle telefoniche ha accreditato la presenza dell’utenza portatile in uso al ventinovenne lizzanese nell’area dell’omicidio.(

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