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Domenica 19 Novembre 2017 | 13:15

Il procuratore generale

Processo Ilva, «consulente pm
ammorbidì relazione su inquinamento»

Processo Ilva, «consulente pmammorbidì relazione su inquinamento»

FRANCESCO CASULA
Taranto«Roberto Primerano deve essere condannato per falso, ma anche per il reato di disastro ambientale». È la richiesta formulata dal procuratore generale di Taranto Nicolangelo Ghizzardi che ha chiesto la condanna a 8 anni di reclusione per l’ex consulente della procura ionica accusato di aver «ammorbidito» una relazione sulle fonti inquinanti dell’Ilva.
Al termine del processo celebrato in primo grado con il rito abbreviato, Primerano era stato condannato a 3 anni e 4 mesi perché ritenuto responsabile del reato di falso: per il tribunale di Taranto, insieme a Lorenzo Liberti avrebbe «aggiustato» una consulenza per la procura sostenendo che la diossina ritrovata nelle carni delle pecore abbattute non era compatibile con quella emessa dall’Ilva. Nel processo d’appello il pg Ghizzardi ha chiesto di riconoscerne la colpevolezza anche per il reato di disastro ambientale alzando la richiesta di condanna fino a 8 anni di reclusione.
Dinanzi alla Corte d’Assise d’Appello, il pg Ghizzardi ha sostenuto che la conclusione di Liberti e Primerano secondo cui la diossina «rinvenuta nelle matrici alimentari non è comparabile con quella proveniente dall’ Ilva» insieme ad altre conclusioni «sono state contraddette in maniera clamorosa da quelle dei periti nominati dal gip Patrizia Todisco» che «reputano che la diossina rinvenuta nelle carni animali sia sovrapponibile a quella originata dall’impianto Agglomerata 2 dello stabilimento». Per il pg non è credibile che l’imputato e il suo collega abbiano agito ispirati «da criteri di estrema prudenza» perché «a riprova della mala fede del Primerano e del Liberti» ci sarebbe una seria di intercettazioni «che depongono per una palese collusione» tra i consulenti e la dirigenza. Il pg ha inoltre ricordato l’incontro tra Liberti e l’ex pr dell’Ilva Girolamo Archinà nel quale questi, secondo la procura ionica, avrebbe consegnato a Liberti una tangente di 10mila euro: «non è assolutamente accettabile che un consulente del pubblico ministero incaricato di indagare sulla più grande industria operante nel territorio tarantino si incontri con inusuale frequenza con i dirigenti di quell’industria in luoghi lontani da occhi indiscreti. Ed è altrettanto inusuale che quegli stessi consulenti, per redigere la relazione tecnica di competenza, si affidino alle risultanze delle analisi provenienti dalla parte investigata anziché a quelle dell’ Arpa».
Per il pg Ghizzardi, insomma, sono comportamenti «inopportuni», ma soprattutto «danno prova di una vera e propria collusione».

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