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Sabato 18 Novembre 2017 | 22:31

la denuncia

«In ospedale ho atteso
l'ambulanza per otto ore»

Dal Pronto soccorso del SS. Annunziata ad una clinica complicato trasferimento di un'anziana il 25 aprile

«In ospedale ho atteso l'ambulanza per otto ore»

TARANTO - «Ho vissuto sulla mia pelle il dramma del Pronto soccorso al Santissima Annunziata». Ennesima denuncia di ritardi ed incomprensibili, quanto disagevoli, attese al pronto soccorso, ma anche di confusione e urla dei pazienti che «chiedevano di essere visitati».

A scrivere alla redazione della «Gazzetta» una cittadina che in un giorno di festa (nella fattispecie lo scorso 25 aprile) ha vissuto la disavventura di dover fare ricorso alle cure del Pronto soccorso intorno alle 13 per la madre 87enne affetta da varie importanti patologie. La denuncia, però, non riguarda tanto l’attesa per effettuare i necessari controlli, completati intorno alle 17,30, quanto il fatto che da quest’ora ne siano passate circa otto prima che in ospedale arrivasse un’ambulanza con la quale l’anziana potesse essere trasferita e ricoverata in una casa di cura accreditata. Un’ambulanza è finalmente giunta in ospedale intorno all’una della notte e solo a quel punto, dopo una stressante attesa al Pronto soccorso, la donna è stata finalmente trasferita.

«Pare che l’ambulanza sia unica»: così riporta la donna in base a quanto riferitole dal personale che doveva giustificare l’attesa. E, una volta giunta l’ambulanza, non le è stato consentito di salire a bordo ed accompagnare la madre, «nonostante il posto ci fosse», perché il regolamento non lo prevede, riferisce ancora. La permanenza di ore nel Pronto soccorso ha consentito quindi di assistere alle non poche rivendicazioni di pazienti e cittadini in attesa di una consulenza medica secondo un ventaglio di lamentazioni (tempi biblici, confusione) ed un elenco di conseguenti giustificazioni (personale insufficiente, ricorsi inappropriati al Pronto soccorso, carenza della medicina territoriale, pericoloso stress per gli operatori). Tutto un «dèjà vu». Purtroppo.[M.R.Gigante]

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