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Martedì 21 Novembre 2017 | 18:14

i nodi del lavoro

«Arsenali, età media elevata
ora servono le assunzioni»

I sindacati: settore strategico legato a Difesa e sicurezza

 «Arsenali, età media elevata ora servono le assunzioni»

di Pamela Giufrè

TARANTO - Riconferma del ruolo pubblico degli Arsenali, sblocco del turn over, avvio della Scuola allievi operai, finanziamenti certi per la formazione specialistica ed un chiaro piano industriale.

Sono i punti essenziali contenuti in un documento sottoscritto dai segretari di Fp Cgil, Uil Pa ed Flp Difesa di Taranto, Lorenzo Caldaralo, Giuseppe Andrisano e Pasquale Baldari, al termine dell’assemblea pubblica dei dipendenti della Difesa svoltasi giovedì scorso. All’assise, allargata a tutto il personale civile delle basi militari di Taranto e provincia, hanno preso parte anche i coordinatori nazionali Francesco Quinti (Fp Cgil), Sandro Colombi (Uil Pa) e Giancarlo Pittelli (Flp Difesa). Obiettivo, illustrare i contenuti dell’accordo sindacale del 5 aprile scorso con il ministero della Difesa dopo le rivendicazioni sostenute attraverso la mobilitazione nazionale e locale del personale civile. L’accordo ha portato alla previsione di iniziare il percorso di perequazione del trattamento economico, la definizione di un nuovo piano di assunzioni a partire dall’area tecnico-industriale con l’immediato sblocco del turn-over, la riqualificazione del personale con i passaggi di area a partire dal personale della prima area e, infine, l’avvio di una sessione di confronto tecnico riguardante gli Arsenali militari.

Ampia la partecipazione del personale civile della Difesa. Nella sala «A Tracciare» dell’Arsenale di Taranto si sono riuniti infatti i lavoratori provenienti dai vari enti. Nel documento che ne è scaturito, Caldaralo, Andrisano e Baldari rimarcano che questo momento di avvicinamento del ministero Difesa ai problemi del personale civile non è un punto di arrivo ma di ripartenza della vertenza Difesa nazionale e locale.

Improrogabili ed urgenti vengono definiti lo sblocco del turn-over, in particolare di personale tecnico-specialistico per rafforzare le capacità manutentive e di riparazione delle navi militari e garantire così’ la trasmissione delle conoscenze, nonchè l’avvio dell’esperienza della Scuola allievi operai per formare le future maestranze addette alla manutenzione delle nuove navi e la previsione di adeguati ed urgenti finanziamenti per i percorsi formativi specialistici. «L’elevata età media del personale - evidenziano Caldaralo, Andrisani e Baldari - salita a 57 anni soprattutto nelle attività lavorative ritenute strategiche, palombari, gruisti, addetti ai bacini, motoristi ed elettronici, mette in discussione la capacità d’intervento degli stessi Arsenali. Questo accade soprattutto a Taranto». «E’ per questo necessario - dicono Quinti, Colombi e Pittelli - prevedere urgenti norme legislative specifiche per gli Arsenali in deroga al blocco delle assunzioni. Norme motivate dalle necessità legate alla sicurezza del Paese ed ai suoi impegni internazionali, accompagnate da procedure urgenti di assunzione».

Con il documento, Fp Cgil, Uil Pa ed Flp Difesa ribadiscono gli impegni presi e rilevano l’esigenza di «non abbassare la guardia, mantenere alta l’attenzione sulle scelte politiche come riportate nel Libro Bianco, proseguire nel portare a compimento tutte le finalità della vertenza Arsenale di Taranto oltre a valorizzare ulteriormente il personale civile e, quindi, riconfermare le scelte politiche sul ruolo pubblico degli Arsenali». Si chiede poi di «sbloccare il turn over con il ricambio generazionale ed il passaggio delle competenze; garantire i finanziamenti economici per la formazione e l’acquisizione del know-how; definire le strategie e le azioni che consentano lo sviluppo dell’Arsenale». Infine si chiede di «proporre, nell’ambito del confronto in atto con il Governo sulla previdenza, l’inserimento tra i lavori usuranti delle attività svolte a bordo delle navi».

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