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Venerdì 24 Novembre 2017 | 23:26

un team di investigatori

Incendio nella raffineria
ora si indaga sulle cause

Creato team di investigazione. Nessun problema agli altri impianti

Incendio nella raffineria ora si indaga sulle cause

«II massimo impegno espresso da tutto il sistema della raffineria Eni, azienda, dipendenti e sindacati, dimostrato da assenza di eventi dannosi ed infortuni da diversi anni, rende merito a quanto quotidianamente avviene in azienda».

Lo affermano le segreterie provinciali della Femca Cisl, Filctem Cgil, Uiltec Uil e Ugl chimici di Taranto dopo l’incontro avuto con l’azienda in seguito all’incendio all’impianto «Topping» (distillazione del greggio) avvenuto la notte tra il 31 marzo e l’1 aprile. «Crediamo che questo episodio - aggiungono le organizzazioni sindacali - sia tuttavia da valutare nell’attesa che si conoscano le cause dell’incidente, rafforzando il dialogo tra le parti sulle tematiche di salute, sicurezza e ambiente, consapevoli di quanto importante sia il sito produttivo per il territorio, in un percorso che vede fondamentali la tutela all’occupazione, il rispetto per la salute e la sicurezza dei lavoratori e del territorio».

I sindacati dei lavoratori chimici fanno presente che «nel giro di pochissime ore e per effetto dell’impegno e soprattutto altissima professionalità e disponibilità dei dipendenti, l’incendio è stato prontamente domato. Immediatamente sono stati allertati i Vigili del Fuoco provinciali che sono intervenuti a sostegno delle squadre di emergenza interne e Arpa che ha provveduto a verbalizzare l’assoluta assenza di emissioni nocive e maleodoranti registrato dalle centraline sottovento». L’evento non ha prodotto «alcun danno - osservano ancora i sindacati - a persone e dai primi rilievi non ha rilasciato effetti negativi sulle strutture impiantistiche presenti (colonna, stripper e scambiatori), la modesta area interessata soprattutto in altezza è in via di ripristino e a disposizione del team di investigazione, che, per procedura, Eni ha costituito nell’intento di ricercare le cause e trovare le migliori azioni utili da mettere in atto nelle attività quotidiane». II grado «elevato di professionalità espresso da tutti i dipendenti - concludono i sindacati - ha consentito che l’emergenza venisse gestita senza alcuna conseguenza sull’operatività dell’intera raffineria. Allo stato dell’arte, tutti gli altri impianti non coinvolti nell’incidente risultano regolarmente in marcia».

La segreteria regionale della Uil Pa-Vigili del Fuoco rivolge, invece, un appello al prefetto Frattasi, capo dipartimento dei Vigili del Fuoco-soccorso pubblico e difesa civile e al capo del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, Giomi, sollecitando il potenziamento immediato del distaccamento Taranto città (Martinelli), intervenuto tempestivamente per domare l’incendio all’Eni. «Il distaccamento Taranto città - denuncia la Uil Pa - a tutt’oggi ha in pianta organica soltanto 8 unità (2 per turno di servizio) e, nonostante manchino ben 20 unità per renderlo pienamente operativo, risulta ancora escluso dalla distribuzione territoriale delle 400 unità di Vigili del Fuoco che dovrebbero potenziare le sedi distaccate di diversi comandi».

Per il candidato sindaco di Taranto Nicola Melucci, designato dal Pd, è infine necessario che «la grande industria cambi il rapporto con la città. Questo rapporto si corregge chiedendo rispetto delle leggi, chiarezza e tempistiche certe sui temi ambientali e della salvaguardia della salute, ma anche garantendo il massimo della trasparenza e dell’informazione»,

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