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Sabato 18 Novembre 2017 | 17:02

taranto

Morto dopo 3 interventi
la verità tra due mesi

Il medico legale ha eseguito l'autopsia su Cosimo Marzia

Morto dopo 3 interventi la verità tra due mesi

L’autopsia, eseguita ieri pomeriggio dal medico legale Liliana Innamorato con la consulenza del chirurgo Antonio Giovanni Margari, non sembra aver fatto completa chiarezza sul decesso del 63enne tarantino Cosimo Marzia, avvenuto lo scorso 1 marzo.

Sono 9 i medici in servizio nel reparto di Urologia dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto ad essere finiti nel registro degli indagati per cooperazione in omicidio colposo a seguito dell’inchiesta aperta dal sostituto procuratore, Lanfranco Marazia, che ha affidato l’incarico a Innamorato e Margari che depositeranno la loro consulenza tra due mesi. Stando a quanto si è appreso, dall’esame autoptico non sarebbe emersa alcuna prova evidente circa le cause della morte ed eventuali responsabilità dei medici.

È stata la moglie della vittima a rivolgersi ai Carabinieri con un esposto che ha fatto scattare l’indagine. Stando a quanto denunciato dai familiari della vittima - che hanno nominato quale proprio consulente il medico Mario Borrelli - Cosimo Marzia, malato di tumore alla vescica, era andato all’ospedale Santissima Annunziata per sottoporsi ad un intervento chirurgico di cistectomia totale (asportazione di vescica e prostata con ricostruzione della vescica) ed è invece giunto nel reparto di Rianimazione dopo un vero e proprio calvario.

Nell’aprile del 2016, si apprende, Marzia fu visitato e sottoposto ad accertamenti nel reparto di Urologia dell’ospedale e fu deciso di ricorrere a terapia chirurgica (appunto la cistectomia totale) ma i medici decisero di rinviare l’intervento dopo ulteriori accertamenti. Nel mese di giugno del 2016, il paziente fu sottoposto ad altri analisi e controlli e fu rimandato a casa. A luglio, poi, nuovo day hospital, nuova conferma della necessità di intervenire ma ulteriore rinvio. L’intervento è stato eseguito solo nel gennaio scorso. Nonostante le rassicurazioni fornite dai medici ai familiari circa la riuscita dell’intervento, Marzia subì uno choc settico tanto da essere trasferito d’urgenza in Rianimazione. Da allora, le condizioni di Marzia non sono migliorate e anzi è stato sottoposto a due ulteriori interventi chirurgici per rimediare ad un quadro clinico che però non solo non è migliorato ma che l’1 marzo scorso ha portato al decesso dell’uomo, mai ripresosi dal giorno dell’intervento.

I nove medici sono difesi dagli avvocati Carlo e Claudio Petrone, Vincenzo D’Elia, Franco Castronovo e Anna Giove che hanno nominato come propri consulenti i medici legali Chironi e Aresta.[M.Maz.]

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