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Giovedì 23 Novembre 2017 | 17:56

Malato di tumore alla vescica

Taranto, morte sospetta
di 63enne: indagati 9 medici

Il paziente non si era più ripreso dopo la prima operazione

ospedale Santissima annunziata taranto

Nove medici in servizio nel reparto di Urologia dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto sono finiti nel registro degli indagati per cooperazione in omicidio colposo a seguito dell’inchiesta aperta dal sostituto procuratore Lanfranco Marazia sul decesso del 63enne tarantino Cosimo Marzia, avvenuto lo scorso 1 marzo.

È stata la moglie della vittima a rivolgersi ai Carabinieri con un esposto che ha fatto scattare l’indagine che oggi passerà attraverso l’affidamento ad un medico legale dell’esame autoptico sulla scorta degli avvisi di accertamento tecnico non ripetibile fatti notificare dal pm Marazia ai nove medici, alcuni dei quali difesi dagli avvocati Carlo e Claudio Petrone.
Stando a quanto denunciato dai familiari della vittima - che hanno nominato quale proprio consulente il medico Mario Borrelli - Cosimo Marzia, malato di tumore alla vescica, era andato all’ospedale Santissima Annunziata per sottoporsi ad un intervento chirurgico di cistectomia totale (asportazione di vescica e prostata con ricostruzione della vescica) ed è invece giunto nel reparto di Rianimazione dopo un vero e proprio calvario.

Nell’aprile del 2016, si apprende, Marzia fu visitato e sottoposto ad accertamenti nel reparto di Urologia dell’ospedale e fu deciso di ricorrere a terapia chirurgica (appunto la cistectomia totale) ma i medici decisero di rinviare l’intervento dopo ulteriori accertamenti.

Nel mese di giugno del 2016, il paziente fu sottoposto ad altri analisi e controlli e fu rimandato a casa. A luglio, poi, nuovo day hospital, nuova conferma della necessità di intervenire ma ulteriore rinvio.

L’intervento è stato eseguito solo nel gennaio scorso. Nonostante le rassicurazioni fornite dai medici ai familiari circa la riuscita dell’intervento, Marzia subì uno choc settico tanto da essere trasferito d’urgenza in Rianimazione.
Da allora, le condizioni di Marzia non sono migliorate e anzi è stato sottoposto a due ulteriori interventi chirurgici per rimediare ad un quadro clinico che però non solo non è migliorato ma che l’1 marzo scorso ha portato al decesso dell’uomo, mai ripresosi dal giorno dell’intervento.
Ecco perché i familiari si sono rivolti alla Procura della Repubblica che per vederci chiaro, accertare la causa della morte nonché le modalità seguite dai medici nel trattare Marzia, ha disposto per stamattina l’affidamento dell’esame autoptico ad un medico legale.
[Mimmo Mazza]

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