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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 21:30

Operazione della Polizia

Martina, scoperto laboratorio
cinese abusivo: senza acqua e fogna

Martina, scoperto laboratoriocinese abusivo: senza acqua e fogna

Il controllo è partito per verificare la dichiarazione di una cittadina cinese che aveva chiesto la regolarizzazione. A Martina Franca, invece, gli agenti del commissariato di polizia hanno scoperto un laboratorio clandestino in contrada Vaccara. All'indirizzo indicata dalla donna cinese per la sua pratica di regolarizzazione, i poliziotti si sono ritrovati davanti ad una abitazione di campagna fatiscente, adibita peraltro ad attività artigianale di laboratorio di confezioni, senza riscaldamento, acqua e fogna (i reflui venivano raccolti in un recipiente di plastica).

L’ispezione ha consentito di accertare che all’interno della stessa abitazione vi era una famigliola di cittadini cinesi, padre, madre ed un neonato, - tutti regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale – che vive in dei trulli con attigua lamia, tutti in pessime condizioni igienico sanitarie. La stessa lamia, per una superficie di 20 mq adibita a laboratorio, sprovvista di pavimento e dotata solo di una apertura nel soffitto, probabilmente per renderla praticabile e illuminata, conteneva 7 macchine professionali da cucire ed una tagliatrice. Alcuni capi di abbigliamento erano poggiati su di una sedia e, molti altri in lavorazione, sul pavimento in cemento sporco e maleodorante.

All’atto del controllo non si riscontrava la presenza di alcun lavoratore, anche se il numero delle macchine da cucire ed il quantitativo di confezioni in lavorazione non ha convinto i poliziotti.
Il cittadino cinese titolare del contratto di locazione è anche il titolare della ditta individuale di confezioni che ha sede legale e fiscale sempre presso lo stesso domicilio.

Sul posto interveniva anche personale del locale Ispettorato Territoriale del Lavoro che ha contestato al cittadino cinese la mancanza di tutta la certificazione necessaria per l’esercizio dell’attività, la certificazione dell’agibilità dell’immobile e quella relativa agli impianti.

Le contestazioni sono arrivate anche al proprietario dell’immobile per la mancata registrazione del contratto di locazione e per l’omessa comunicazione all’Autorità di P.S. della cessione del fabbricato.
In considerazione delle precarie condizioni riscontrate e delle violazioni contestate è stato proposto all’autorità competente l’emissione del provvedimento di inagibilità e di inabitabilità della struttura.

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