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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 00:24

Ma si passa dalle primarie

Totosindaco a Taranto
ora spunta Turi (Uil)

Il segretario della Uil è il nuovo nome che circola nel centrosinistra

Totosindaco a Tarantoora spunta Turi (Uil)

giancarlo turi

FABIO VENERE

Spunta un nome nuovo nel totosindaco che sta imperversando un po’ dovunque, a quattro mesi dal voto per il Comune di Taranto, ma nel campo del centrosinistra in maniera particolare.
Il nome nuovo, dunque. Si tratta, secondo fondate indiscrezioni, di Giancarlo Turi, segretario generale della Uil. Sia chiaro, nessuno tra i partecipanti al variegato «tavolo» del centrosinistra ha sinora avanzato ufficialmente il suo nominativo. Solo ipotesi. Fondate, certo, ma pur sempre di ipotesi si tratta. E, peraltro, l’indiscrezione (assolutamente legittima) tiene conto della vicinanza tra Turi ed il mondo progressista e delle posizioni piuttosto simili assunte proprio dal suo sindacato, in questi anni, sui temi economici e sui problemi occupazionali.

Naturalmente, considerato il suo profilo non partitico è impensabile che si autocandidi, ma non è da escludere che possa valutare seriamente l’ipotesi nel caso in cui a chiederglielo fosse un «cartello» ampio di forze politiche.
Nel caso in cui questa possibilità dovesse mai concretizzarsi, il centrosinistra si ritroverebbe così a candidare nuovamente un sindacalista. E forse, non foss’altro per questioni scaramantiche, sfogliando i risultati elettorali converrebbe ricordare la doppia vittoria di Gianni Florido in Provincia (2004 e 2009) e non tanto la sconfitta al Comune (2007) sempre firmato dall’ex segretario generale della Cisl.

Turi, dunque. Eppure nel centrosinistra le primarie restano lo sbocco naturale per individuare il candidato sindaco. La sensazione è che, da quelle parti, vengano intese più come una molla per motivare nuovamente la base che come reale strumento di selezione. Ci saranno diversi candidati alle primarie, nel caso si facessero davvero. Solo il Pd ne schiererebbe tre: il presidente del Consiglio comunale, Piero Bitetti, il capogruppo in Comune, Gianni Azzaro, ed il vicesindaco di Taranto, Lucio Lonoce.

Ognuno dei tre esponenti Dem, peraltro, sembra seguire percorsi diversi. Il primo, Bitetti, dopo aver compreso la difficoltà di un allargamento a «pezzi» del centrodestra della coalizione, resta ancora in sella al Partito democratico. Non solo non lo abbandona ma intensifica i contatti romani per comprendere in che misura possa allargare il suo raggio d’azione. La candidatura di Bitetti, infine, è strettamente collegata alle prossime elezioni politiche. Un’eventuale candidatura prima ed un’elezione poi di Donato Pentassuglia, gli spianerebbe la strada verso il Consiglio regionale (è il primo dei non eletti). Il punto, non è indifferente, e va valutato.

Azzaro, anch’egli, resta nel Pd ma agisce politicamente con l’associazione politico-culturale «Liberdem» che sono in posizione critica nei confronti dei vertici provinciali del partito. Una sua eventuale candidatura a sindaco piacerebbe ad Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci (l’Associazione dei Comuni italiani). Infine, Lonoce. È pronto, e lo dichiara pubblicamente almeno dalla scorsa estate, a misurarsi sul terreno delle primarie ma fa sapere che non gradirà interferenze estere. Le premesse per assistere a delle primarie intense ci sono tutte. Ammesso che poi, alla fine, si facciano davvero.

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