Cerca

Venerdì 24 Novembre 2017 | 01:06

la città che vuole rinascere

Un'idea per Taranto
3 i vincitori del concorso

taranto la città vecchia

Taranto, la città vecchia

di GIACOMO RIZZO 

TARANTO - Eccoli i tre vincitori: «Mate Società Cooperativa» di Bologna, «Stefano Boeri Architetti srl» di Milano (studio di riferimento di un gruppo di professionisti di cui fanno parte anche gli architetti tarantini Sergio Scarcia e Giuseppe Gagliardi e Chiara Sasso di Mottola) e «Studio Bargone Architetti Associati» di Roma.
Sono questi i capigruppo dei team che si sono aggiudicati #OpenTaranto, il concorso internazionale di idee per la riqualificazione della Città vecchia di Taranto, promosso dalla presidenza del Consiglio dei ministri, Regione Puglia e Comune di Taranto e attuato da Invitalia, nell’ambito del Contratto istituzionale di sviluppo (Cis) per l’area di Taranto.
Una commissione di esperti, nominati da Invitalia in collaborazione con le istituzioni coinvolte, il ministero dei Beni e delle attività culturali e l’Istituto nazionale di urbanistica, ha valutato gli elaborati proposti, decretando i 3 vincitori che si aggiudicano un montepremi di 105mila euro: 60mila al primo classificato, 30mila al secondo e 15mila al terzo.
Inoltre, la commissione ha attribuito due menzioni speciali, a cui vanno 5mila euro ciascuna: Mario Cucinella Architects srl di Bologna (sesto classificato) per il «valore attribuito al coinvolgimento della cittadinanza nel processo di trasformazione e per la definizione di un solido impianto organizzativo per la sua implementazione» e Ove Arup & Partners International Limited di Londra (settimo classificato) per «la profondità dell’analisi della pianificazione urbanistica e della stratificazione storica della città».

Dei 20 raggruppamenti che avevano superato la fase di preselezione, 18 hanno poi presentato la loro proposta a Invitalia entro la data prevista del 16 novembre scorso.
Tutte le idee proposte hanno tracciato alcuni scenari possibili per l’Isola della Città vecchia, pensandola «come un sistema da vivere pienamente, integrato nella complessità dell’area comunale e tenendo conto dell’evoluzione urbanistica, sociale ed economica e della sua non comune dotazione storica ed ambientale».

La «Mate società cooperativa», prima classificata, si occupa di studi di fattibilità, ricerche, consulenze, progettazioni o direzioni lavori, valutazioni di congruità tecnico-economica e studi di impatto ambientale. I mandanti del progetto primo classificato sono gli architetti Francesco Nigro, Emiliano Auriemma, Carola Clemente, Matteo Giannini, Jose Maria Ezquiaga Domínguez, Paola Eugenia Falini, Maria Cristina Petralla e Daniele Frediani. Lo scorso anno alla «Mate società cooperativa» fu affidato il servizio complementare di consulenza all’ufficio tecnico comunale per la redazione di uno studio di dettaglio finalizzato al recupero del patrimonio edilizio di base del centro storico di Noto (Siracusa).

Seconda classificata è la srl «Stefano Boeri Architetti» (Sba) di Milano, che ha sede a Milano e studi a Shanghai e Tirana e si dedica dal 1993 alla ricerca e alla pratica dell’architettura e dell’urbanistica. Tra i progetti più noti ci sono il bosco verticale di Milano, il piano regolatore di Tirana, la Villa Méditerranée di Marsiglia e la Casa del Mare a La Maddalena.
Mandanti del progetto, oltre Consorzio Uning Società Consortile Arl di Bari e ai tarantini Sergio Scarcia, Giuseppe Gagliardi e Chiara Sasso, sono il presidente del contratto di rete Italia Jonica, Antonio Pompeo Pio De Santis (ingegnere) di Policoro, Carmine Chiarelli, Fabio Fusco di Milano, Pietro Laureano (rappresentante del’Unesco), Antonio Monte (docente universitario dell’Unisalento), Alessandro Francesco Cariello, Luigi Falbo, Rossella Ferorelli, Andrea Paone e Antonella Berardi.

«Con lo studio Boeri - ha sottolineato alla “Gazzetta” l’architetto Sergio Scarcia (ex segretario cittadino del Pd) - abbiamo attraversato più di due mesi con scambio di slide, relazioni e documenti partendo dal piano Blandino e a seguire. È stata una esperienza nuova rispetto a quel piano che non ebbe un seguito amministrativo perché l’amministrazione comunale bloccò tutto. A distanza di 15 anni i temi sono sempre gli stessi, rilanciati in chiave più attuale in virtù delle vicende esterne, come la questione dell’Ilva, che hanno imposto una rivisitazione complessiva». Secondo Scarcia «verranno estrapolate delle idee che si possano tramutare in interventi veri e propri che hanno copertura finanziaria e quindi possono essere tranquillamente realizzati. Questa è la finalità di #Open Taranto».

Terzo classificato è risultato lo «Studio Bargone Architetti Associati» di Roma, che si dedica «all’elaborazione di progetti complessi di architettura e paesaggio, allo studio di tematiche per il riuso e la riorganizzazione urbana ed ambientale, all’applicazione di modelli sostenibili e tecnologie bioclimatiche». Sono recenti i primi premi al concorso internazionale per la riqualificazione del quartiere Oltretorrente di Parma, per la Stazione Alta Velocità Vesuvio Est, per l’ampliamento del Campus Universitario dei Rizzi di Udine, per il Nuovo Teatro cittadino di Verbania, per la riqualificazione del quartiere abusivo Gabelluccia a Crotone.
Mandanti di questo progetto sono l’architetto Camillo Nucci, B5 Srl, Architetti Associati, Sintagma Srl, 3ti Progetti Italia-Ingegneria Integrata Spa, gli architetti Fernando Russo, Ferdinando Mazza, Giuseppe Francone e Davide Scrofani.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione