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Domenica 19 Novembre 2017 | 02:30

a massafra

Intossicata dal braciere
salvata giovane coppia

camera iperbarica della marina di taranto

MASSAFRA - L’altro pomeriggio il servizio di medicina iperbarica del Centro Ospedaliero Militare di Taranto è stato attivato dai medici del pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto per trattare con l’ossigenoterapia iperbarica, in emergenza, due giovani coniugi marocchini di 31 e 21 anni, vittime di grave intossicazione da monossido di carbonio, avvenuta in ambiente domestico per l’accensione durante le ore notturne di un braciere utilizzato per riscaldare l’abitazione in considerazione delle basse temperature registrate in provincia di Taranto negli ultimi giorni.
Allarmati dai forti sintomi neurologici avvertiti la mattina al risveglio, i due coniugi, domiciliati a Massafra, si sono recati presso il locale punto di primo intervento ubicato nei locali dell’ospedale Pagliari, da dove, dopo le prime cure, a bordo di una autoambulanza sono stati trasferiti in codice rosso al pronto soccorso dell’ospedale di Taranto, per essere poi sottoposti ad ossigenoterapia iperbarica presso il Centro Ospedaliero Militare di Taranto.

«E’ la seconda volta in pochi giorni dall’inizio del 2017 - ricorda un comunicato stampa della Marina Militare - che il Centro Ospedaliero Militare di Taranto viene attivato per il trattamento iperbarico, in emergenza, di pazienti civili vittime di avvelenamento da monossido di carbonio. Condotta secondo precise indicazioni e rigorosi protocolli d’impiego, l’ossigeno terapia iperbarica è capace di garantire risultati clinici a volte poco noti. Quindi malattie da decompressione conseguenti ad attività subacquee, l’avvelenamento da monossido di carbonio, gangrene gassose, lesioni da schiacciamento o fratture a rischio e molte altre patologie possono essere trattate presso l’Ospedale Militare di Taranto».
Dal 2003 la Marina Militare è in prima linea nella gestione delle emergenze iperbariche territoriali al fianco dell’Azienda Sanitaria Locale, in virtù di uno specifico accordo di collaborazione e convenzione, e dal 2012 ad oggi, sono stati 23 i pazienti (per un totale di 88 sedute ) trattati nello specifico per avvelenamento da monossido di carbonio dal Centro Ospedaliero Militare di Taranto.

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