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Sabato 25 Novembre 2017 | 01:08

Interventi previsti per 1 milione 350mila euro

Bonifiche ai Tamburi
siglato il contratto

Bonifiche aiTamburi  siglato il contratto

Il quartiere Tamburi di Taranto

di FABIO VENERE

Bonifiche del quartiere Tamburi, firmato il contratto tra il Comune di Taranto e l’associazione temporanea d’impresa composta da Cisa di Massafra e Salvaguardia Ambientale di Crotone. E questo passaggio amministrativo avviene subito dopo l’assegnazione definitiva dell’appalto avvenuta nello scorso settembre.

In quel periodo, infatti, l’Amministrazione comunale aveva aggiudicato i lavori per bonificare i terreni del rione Tamburi su cui sorgerà la cosiddetta «foresta urbana». I terreni da bonificare insistono tra l’ingresso laterale del cimitero e le «case parcheggio» di via Machiavelli sino ad arrivare quasi all’ex area del mercato generale di via Orsini.

Era stata, infatti, assegnata in maniera definitiva la gara di appalto relativa alle bonifiche nel rione più vicino all’Ilva per annullare quello che, in gergo scientifico, viene definito rischio sanitario. Nell’ambito dell’attuazione del Contratto di valorizzazione urbana, ovvero di quello che è più comunemente noto come «Piano Città», il Comune di Taranto ha approvato, con una delibera di giunta del settembre 2015, il progetto esecutivo denominato «Progetto coordinato per il risanamento del quartiere Tamburi - Lavori di bonifica dei suoli per annullare il rischio sanitario nelle aree del sottoprogetto 1,2 e 3».

In buona sostanza, secondo quanto riportato nel bando di gara, l’intervento prevede «la rimozione del terreno contaminato superficiale (primi trenta centimetri) per annullare in maniera certa i percorsi di esposizione - si riporta testualmente - che hanno evidenziato criticità in relazione al rischio sanitario cancerogeno e tossico per bambini e adulti residenti, ovvero inalazione di vapori all’aperto e ingestione accidentale di suolo e, quindi l’esecuzione di tutte le opere, le somministrazioni comprensive della mano d’opera, la fornitura di materiali e mezzi, l’assistenza e tutte le prestazioni complementari finalizzate alla completa esecuzione delle opere definite nel relativo progetto esecutivo posto a base di gara».

E così, il servizio Appalti e contratti dell’Amministrazione comunale ha aggiudicato definitivamente l’appalto relativo all’esecuzione del progetto di bonifica all’associazione temporanea di imprese composta dalla Cisa spa di Massafra e Salvaguardia Ambientale spa, per un importo complessivo, oltre Iva al 10 per cento, di un milione e 350mila euro.

La bonifica dei terreni contaminati del rione Tamburi, necessaria ed obbligatoria per realizzare qualsiasi intervento ed iniziativa, consente di riparlare, o meglio di rispolverare, il «Piano Città». Che ha nella «foresta» uno dei progetti più importanti ed interessanti. L’altro è sicuramente quello relativo alla costruzione di 154 alloggi. I fondi, deliberati dal Cipe tre anni fa, dovrebbero essere ora sbloccati nell’ambito del Contratto istituzionale di sviluppo (Cis).

Questi interventi, infatti, saranno possibili solo dopo la bonifica dei terreni, delimitati nella zona cosiddetta «Sp4» (ovvero sottoprogetto).

L’obiettivo del Comune di Taranto è quello di demolire le «case parcheggio» di via Machiavelli. Non si sa ancora se gli interventi di demolizione riguarderanno anche le case più vicine ai parchi minerali dell’Ilva. A decidere, in realtà, avrebbe dovuto essere un laboratorio di quartiere che l’Amministrazione comunale voleva istituire nell’ambito dell’elaborazione del Documento preliminare programmatico (Dpp) propedeutico alla redazione del nuovo Piano urbanistico generale. Il riferimento è al lavoro che, due anni fa, aveva avviato (e quasi concluso) Dino Borri, docente universitario ed urbanista, ma che poi fu costretto a sostendere per motivi burocratici legati al suo incarico con il Municipio.

A proposito della «foresta urbana» al rione Tamburi, era stato già da tempo approvato il progetto di bonifica. La (concreta) speranza è che, entro la fine dell’anno, possano essere conclusi gli interventi di bonifica di quell’area. E poi, verrà avviata la realizzazione di questa «foresta urbana» che è stata finanziata per otto milioni di euro. E così, nelle speranze degli amministratori, il quartiere a ridosso dell’Ilva potrà respirare aria più pulita grazie alla cosiddetta «Foresta urbana phitoremediation». Che altro non è se non una barriera naturale e sperimentale da realizzare negli spazi che si renderanno liberi con la demolizione di alcune case. E sorgeranno anche uno spazio urbano attrezzato ed edilizia residenziale pubblica di tipo sostenibile ed ecocompatibile, con alloggi per gli abitanti del quartiere che vorranno rimanere nello stesso rione dopo la demolizione dei fabbricati inquinati ed inagibili.

L’opera sarà realizzata grazie ai fondi destinati al «Piano Città» nell’ambito del decreto «Sviluppo». Tra i comuni italiani che si erano candidati, in tutto 457, c’era infatti anche Taranto, che si era posizionata terza su un elenco di 28 progetti selezionati dalla cabina di regia interministeriale.

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