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Lunedì 20 Novembre 2017 | 07:02

Operazione della Polizia

Rapine, presa banda di violenti
«Minacciavano i bambini»

Rapine, presa banda di violentisei arresti tra Brindisi e Taranto«Minacciavano anche i bambini»

Un'organizzazione dedita alla rapine, ai furti e alle estorsioni è stata smantellata all'alba dalla Polizia nel Tarantino e nel Brindisino. Sei le persone raggiunte da ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Brindisi, Tea Verderosa su richiesta del sostituto procuratore, Simona RIZZO, nei confronti di sei persone di Villa Castelli e Grottaglie (cinque delle quali sottoposte a custodia in carcere ed una agli arresti domiciliari), per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di rapine a mano armata, furti, estorsioni, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti ed altri gravi e numerosi reati commessi in Grottaglie e Villa Castelli tra il 2014 e il 2015. In carcere sono finiti Domenico Marangi, 19 anni, Cosimo Leone, 36, Daniele Leone, 21, Giuseppe Leone, 25 (tutti di Villa Castelli), Antonio Di Palmo, 24 anni, di Grottaglie. Agli arresti domiciliari è finita Isabella Di Palmo, 20 anni, di Grottaglie.

L'indagine è partita dalla rapina a Grottaglie il 31 agosto 2014, quando i proprietari i proprietari della Pizzeria “Notre Dame” di Grottaglie (da cui prende il nome l’operazione), mentre si accingevano a chiudere il locale, vennero sorpresi da tre individui armati di pistola e travisati da passamontagna i quali, sotto la minaccia delle armi riuscivano ad impossessarsi della somma di 5.000,00 euro; nel corso dell’aggressione uno dei malviventi puntava la pistola alla testa ad un bambino di otto anni, figlio della coppia. In seguito al descritto episodio scaturiva una complessa attività investigativa, durata circa venti mesi, che, sotto il coordinamento della Procura di Brindisi, consentiva alla squadra investigativa del Commissariato di Grottaglie di smascherare il pericoloso sodalizio criminale.

I membri di questa associazione, riconducibili alle famiglie MARANGI e LEONE di Villa Castelli (BR), seppur tutti molto giovani, nel corso delle loro attività delittuose hanno dimostrato di possedere una violenza ed una spregiudicatezza fuori dal comune, portando numerosi gravi reati che hanno generato un enorme allarme sociale fra la popolazione del posto. Gli indagati non hanno esitato ad utilizzare le armi per minacciare le loro vittime né la presenza di donne o bambini ha rappresentato un deterrente per il compimento delle loro attività delittuose.

Tra gli episodi più significativi che vengono contestati agli indagati v’è anche una violenta rapina consumata in data 25 maggio del 2015 ai danni del bar “ Dada Caffè” di Villa Castelli (Br) quando uno dei cinque autori, armato di pistola, dopo aver costretto il titolare del bar a rivolgere la testa verso il muro, lo minacciava poggiandogli l’arma contro la tempia.

Analoga spregiudicatezza è emersa anche nel corso di un’altra rapina consumata il 28 settembre 2015 in danno della titolare di un’agenzia assicurativa di Villa Castelli la quale mentre si trovava a bordo della propria macchina nel comune di Ceglie Messapica (Br) veniva affiancata dall’autovettura Fiat Uno di colore rosso, con due individui a bordo travisati da passamontagna, i quali dopo aver minacciato la donna con una pistola, la speronavano la macchina e dopo averla costretta a finire fuori strada, s’impossessavano della sua borsa. Alla scena assisteva un uomo il quale avvicinatosi al veicolo della donna veniva violentemente aggredito e minacciato con la pistola da uno dei malviventi.

Tra i fatti contestati agli arrestati v’è anche una violenta rapina commessa ai danni dell’Euroispin di Grottaglie del 30 maggio 2015 quando due individui con il volto coperto, di cui uno armato, facevano irruzione nel supermercato e s’impossessavano dell’incasso della giornata pari a 1.200 euro dandosi poi alla fuga e, benché inseguiti dalla polizia, riuscivano a far perdere le loro tracce grazie anche alla complicità di altri tre soggetti che li attendevano in una zona periferica del paese non prima di aver dato alle fiamme l’auto usata per la rapina, risultata poi rubata.

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