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Venerdì 24 Novembre 2017 | 12:19

l'accusa di 130 cittadini

«Ilva viola il diritto alla vita»
Osservazioni a Strasburgo

Ilva taranto, lavoratore

TARANTO - Il governo italiano ha presentato osservazioni alla Corte europea dei diritti umani (Cedu) di Strasburgo sia su ammissibilità e merito del ricorso che rispetto agli interventi di terzi nell’ambito del procedimento avviato per il caso Ilva in seguito al ricorso presentato da 182 cittadini di Taranto. L’accusa è di violazioni del diritto alla vita e all’integrità psico-fisica e del diritto al rispetto della vita privata e familiare da parte del Siderurgico. Copia delle osservazioni è stata trasmessa dalla cancelleria della Corte europea allo studio dell’avvocato Andrea Saccucci, che ha preparato il ricorso collettivo per conto di 130 tarantini, presentato nel 2015.
A renderlo noto è Lina Ambrogi Melle, consigliere comunale di Taranto (Ecologisti per Bonelli), prima firmataria del ricorso. Un altro ricorso (primo in ordine cronologico) fu presentato nel 2013 da altri 52 cittadini che si sono affidati all’associazione 'Legamjonici' e sono rappresentati dall’avvocato Sandro Maggio e dalla portavoce del Comitato, Daniela Spera. «Finalmente - sottolinea in una nota Ambrogi Melle - il governo si difende con cinquanta pagine e copiosa documentazione allegata al j'accuse dei tarantini. Unitamente alle osservazioni arriva anche la richiesta della Corte di Strasburgo rivolta alle parti ricorrenti di trasmettere le repliche e la domanda di quantificazione del danno entro il 14 febbraio 2017».

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