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Domenica 19 Novembre 2017 | 22:49

Domenica a Taranto

Operazione Galeso pulito
«Venite in tanti ad aiutarci»

pulizie nel fiume Galeso

di FABIO DI TODARO

TARANTO - La cornice fu tanto cara ai poeti: da Virgilio a Quinto Orazio Flacco, da Tommaso d’Aquino a Giovanni Pascoli. Le virtù del fiume Galeso sono state decantate a più riprese, nel corso dei secoli. Ma oggi le sponde del piccolo corso d’acqua, che sorge a ridosso di Statte e sfocia nel primo seno del Mar Piccolo, non sono messe bene. Lì dove un tempo i greci facevano i fanghi e i pastori romani portavano le pecore a pascolare, si ritrovano rifiuti di ogni tipo: sacchetti di spazzatura, pezzi di elettrodomestici, copertoni, rifiuti di plastica. I tarantini, come per altri luoghi, sembrano aver rimosso il peso della storia. Ecco allora che la spinta al cambiamento arriva dai più giovani.

Nasce dalla volontà di riappropriarsi di un luogo quasi magico, ancorché per molti ignoto, la scelta di ritrovarsi sulle sponde del Galeso, per ripulirlo dai rifiuti presenti. A lanciarla il gruppo «Taranto Plasticaqquà», che da anni lavora per ripulire le coste locali. Il prossimo appuntamento è fissato per domani: dalle 11 alle 15,30, con incontro alla fonte del fiume Galeso (nei pressi del ristorante «Il Faro»). L’obiettivo è ripulire le due sponde, proseguendo fino alla foce. Contando anche sulle incoraggianti previsioni meteorologiche, i ragazzi di «Taranto Plasticaqquà» hanno lanciato l’appello nella domenica che anticipa il Natale. Quasi un invito a mettere da parte la bulimia consumistica in cambio di un regalo al territorio. «Invitiamo quanta più gente possibile a raggiungerci muniti di scarpe che proteggano piedi e caviglie, ma pure con rastrelli, carrelli, pale, carriole, guanti, palette e secchi». Con l’aiuto di tutti, si cercherà di rimuovere la maggiore quantità di materiale di risulta. Ma, come indica anche il nome del progetto di cittadinanza attiva, ci si concentrerà soprattutto sulla plastica.

«I tempi di decomposizione sono lunghi e il processo causa comunque il rilascio di sostanze tossiche per i pesci e quindi per noi, che ce ne cibiamo - affermano gli organizzatori -. La plastica è anche una delle principali cause della moria degli animali marini. Uccelli marini, pesci, cetacei, tartarughe e anfibi ingoiano infatti i piccoli frammenti colorati, scambiandoli per delle prede. La morte, per intossicazione o soffocamento, è pressoché inevitabile». Da qui l’idea di arginare l’emergenza attraverso la raccolta di rifiuti dalle coste. Prossimo turno: sulle rive del Galeso. Sotto a chi tocca.

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