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Domenica 19 Novembre 2017 | 04:19

martina franca

Centomila euro al mese
nascosti per 2 anni al fisco

La Finanza accusa un ragioniere di evasione milionaria

Centomila euro al mese nascosti per 2 anni al fisco

di PASQUALE D’ARCANGELO

MARTINA FRANCA - Ogni mese centomila euro sottratti alla tassazione nel biennio 2010-2011 per un ammontare complessivo di 2 milioni e 400 mila euro: è quanto la Guardia di Finanza ha accertato in una verifica, conclusa a febbraio presso un fiorente studio commerciale guidato da un ragioniere finito nei guai con il fisco. In sostanza, avrebbe lavorato a nero, forse a beneficio dei suoi stessi clienti, finendo egli stesso nella trappola dell’evasione, che ora sarà calcolata da Agenzia delle Entrate sui riscontri fatti dagli uomini della Compagnia martinese guidata dal capitano Federica Iervoglini, che ha provveduto a notificare il provvedimento di sequestro di beni immobiliari, mobiliari e conti in banca fino alla soglia di un milione e 250 mila euro, come disposto dal gip Tomasino, su richiesta del pm Daniela Putignano che conduce le indagini sull’evasione milionaria di un apparente, tranquillo ragioniere di provincia, al quale tuttavia sono stati subito messi sotto sequestro i depositi in banca per 20mila euro e un Suv della Bmw, utilizzato dallo stesso per se risultato intestato ad altri.

Un marchingegno che rientra in un giro evidentemente più vasto: oltre al fisco, infatti, viene contestata una conseguente evasione dell’Iva per ulteriori 485 mila euro che fanno lievitare ulteriormente la presunta evasione per un totale di un milione e 735 mila euro, che ora gli inquirenti devono trovare in un filone di indagine sulle cosiddette “operazioni in nero”, faticosamente riportate alla luce dagli stessi finanzieri della Compagnia di Martina nell’arco degli ultimi anni attraverso serrati controlli incrociati che hanno coinvolto non solo imprenditori ma anche professionisti, evidentemente conniventi di un sistema.

La Guardia di Finanza è in prima linea, nella complessa lotta all’evasione, muovendosi tra i tentacoli del mondo parallelo, che fa sparire presunti utili e quindi ricavi da sottoporre a tassazione. In altre parole, mettere insieme i tasselli dei lauti guadagni milionari, sfuggiti al fisco, mira ad illuminare le attività sommerse, che nel caso specifico porterebbero ad introiti di centomila euro mensili sfumati nel nulla nell’arco del biennio esaminato. Fondamentale nell’inchiesta per arrivare al recupero ora sarà stabilire quei “ricavi” sottratti al fisco, dove sono finiti. Mentre l’Agenzia delle Entrate stabilirà l’ammontare esatto dell’evasione e le relative sanzioni con gli interessi.

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