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Venerdì 24 Novembre 2017 | 17:46

Sindacati sul piede di guerra

Direttore e stagista
nuova bufera sull'Amiu

A Taranto minacciato l'esposto alla procura sul concorso per manager e su una nuova assunzione

Direttore e stagistanuova bufera sull'Amiu

Altre due spine feriscono l’Amiu. Come se già l’azienda d’igiene urbana del Comune di Taranto non avesse problemi di natura finanziaria e come se già i rapporti con i sindacati non fossero così tesi, ci sono altre due vicende che appesantiscono ancor di più il clima che si respira in questi giorni in cui le parti sono così nettamente contrapposte. Il riferimento è ad una recente riunione del consiglio d’amministrazione in cui si è discusso sull’opportunità di indire un bando di gara per la selezione di un direttore generale ma anche sulla necessità di assumere una ex tirocinante. Su entrambi i punti, c’è stata la levata di scudi di tutti i sindacati. Sia chiaro, non c’è stato alcun comunicato stampa ma esiste un documento firmato dalle rsu dell’Amiu (rappresentanze sindacali unitarie). Nel testo, inviato al consiglio d’amministrazione, al sindaco Ezio Stefàno, al Consiglio comunale ed alla commissione consiliare Ambiente, i rappresentanti sindacali chiedono di sospendere le procedure avviate. Per quel che riguarda il bando per il direttore generale (figura che in azienda non è ricoperta da alcun dirigente), le rsu sottolineano che la riforma Madia vieterebbe di agire in questo modo e comunque, non essendo prevista tale figura nell’attuale pianta organica, sul punto dovrebbe esprimersi il Consiglio comunale essendo l’Amiu una società controllata al 100 per cento dal Municipio. E sono sempre gli stessi rappresentanti sindacali ad aggiungere nel loro documento che, nel caso in cui l’Amiu dovesse indire il concorso, informerebbero della vicenda la Procura della Repubblica di Taranto.
Sul secondo caso, quello relativo all’ipotesi di assumere una ex tirocinante, le rsu ricordano invece che l’Amiu è un’azienda a capitale interamente pubblico e quindi, essendo tale, può assumere personale solo dopo aver indetto un concorso pubblico. In questo caso è sottintesa la critica delle organizzazioni sindacali verso l’azienda che sarebbe pronta ad assumere un’impiegata nonostante la situazione finanziaria non sia proprio delle più floride e nonostante la stessa azienda stia per trasferire 34 dipendenti all’Infrataras. Certo, si tratta di questioni differenti tra loro ma che ruotano tutte attorno alla questione (delicata e controversa) del personale dell’azienda d’igiene urbana.
A proposito del nodo personale e, più in generale, della lunga vertenza che contrappone il Comune alle organizzazioni sindacali, ieri mattina si è registrato un nuovo rinvio. L’ennesimo, a distanza di pochi giorni. L’azienda ha aggiornato i sindacati a martedì prossimo. Spera evidentemente nel frattempo di ricevere delle rassicurazioni dalla banca che gestisce la tesoreria aziendale (Banco di Napoli) relativamente al pagamento delle tredicesime ai dipendenti. In realtà, per essere precisi, l’Amiu spera che la banca abbia acceso il «semaforo verde» alla richiesta di un prestito da 2 milioni avanzata proprio per fronteggiare l’emergenza-tredicesime. Sembra paradossale parlare di emergenze considerato che quest’aspetto è previsto dal contratto ma, oggettivamente, l’Amiu non riesce a corrispondere soldi extra ai propri dipendenti, come le tredicesime, facendo affidamento alle risorse percepite dal Comune. Che mensilmente ammontano a 2,9 milioni di euro così previsto nell’ambito del contratto di servizio scaduto ma prorogato sino alla prossima primavera. Con le somme stanziate direttamente da Palazzo di Città l’azienda riesce solo a pagare gli stipendi ordinari ed a garantire il regolare funzionamento della società (manutenzione mezzi ed altro ancora). Del resto, per motivi strettamente contabili il Comune di Taranto non può neppure anticipare la fattura del mese di gennaio perché si riferisce ad un altro anno fiscale (gennaio 2017). Per questo è dunque necessario il ricorso alla banca. Per essere ancora più chiari, l’Amiu non ha alcun problema nel pagare gli stipendi ordinari (quello di dicembre va accreditato entro il 30 dicembre) ma, senza l’intervento dell’istituto di credito, ha problemi a corrispondere anche le tredicesime entro il 20 dicembre, così come previsto dal contratto nazionale.
Nonostante questo, però, si respira un cauto ottimismo. I soldi dovrebbero esserci. Ma è proprio questo condizionale a non tranquillizzare i sindacati. Che, nel caso saltasse tutto, sono pronti a scioperare.

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