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Taranto

Crisi Amiu, stipendi garantiti
ma dubbi sulle tredicesime

I sindacati: risposte a fine mese, altrimenti sciopero. E parte l'sos al prefetto

Crisi Amiu, stipendi garantiti  ma dubbi sulle tredicesime

di FABIO VENERE

TARANTO - Amiu, il bicchiere va visto necessariamente mezzo pieno. Ma non basta ovviamente. E questo ha scatenato la (legittima) reazione dei sindacati che, in queste ore, stanno attivando le procedure per richiedere la mediazione del prefetto Umberto Guidato nella vertenza contro il Comune di Taranto. E annunciano che se non avranno risposte entro fine mese, sarà sciopero.

È questo l’esito del confronto tra i sindacati e i vertici dell’azienda d’igiene urbana. Che, in realtà, era rappresentata dal funzionario Rocco Scalera. Il presidente Carmine Pisano non c’era e questo ha depotenziato sul nascere la riunione visto che Scalera, a domanda dei sindacati, non ha potuto essere preciso sull’erogazione delle tredicesime entro il 15 dicembre. Da quel che riferiscono fonti sindacali, infatti, Scalera si sarebbe limitato a rassicurare i presenti sul pagamento regolare degli stipendi ma non si sarebbe potuto pronunciare, in assenza di Pisano, sulla corresponsione delle tredicesime. E proprio il combinato disposto stipendi e tredicesime di dicembre ha costituito l’asse portante della protesta sindacale sfociata, nei giorni scorsi, in un’assemblea in cui i lavoratori hanno poi dato mandato alle rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) di indire lo stato di agitazione dei 534 dipendenti.

Eppure, così come riferito nell’edizione di ieri della «Gazzetta», ci sono indiscrezioni che filtrano da ambienti vicini all’Amministrazione comunale e che tendono (o tentano, perchè solo i fatti successivi potranno verificarlo) di spargere ottimismo. Il riferimento è al fatto che l’Amiu avrebbe chiesto al suo tesoriere un’anticipazione di 2 milioni di euro proprio per pagare le tredicesime ai lavoratori. Se il prestito, tecnicamente si tratta di un’anticipazione, dovesse essere concesso, l’azienda d’igiene urbana non avrebbe alcuna difficoltà a pagare le tredicesime perché questa somma extra proveniente dall’istituto bancario di riferimento si aggiungerebbe a quella ordinaria (2,9 milioni di euro) che il Comune di Taranto corrisponde mensilmente nell’ambito del contratto di servizio. In caso contrario, ovvero nell’ipotesi che la banca respingesse la richiesta dell’Amiu (ma i segnali in circolazione sono di segno opposto), a quel punto l’azienda si troverebbe in gravi difficoltà e probabilmente non potrebbe pagare le tredicesime. Del resto, basti ricordare che già a fine giugno la società d’igiene urbana era stata costretta a rateizzare la quattordicesima in tre parti corrisposte ai propri dipendenti da luglio ad ottobre. Soluzione, quella rateale, che i sindacati potrebbero non accettare.

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