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oggi il confronto

Crisi Amiu, uno spiraglio
su pagamento tredicesime

Crisi Amiu,  uno spiraglio  su pagamento tredicesime

di FABIO VENERE

TARANTO - Amiu, oggi il confronto tra i vertici dell’azienda d’igiene urbana ed i sindacati. La riunione si tiene a 48 ore di distanza dall’assemblea dei lavoratori che hanno poi dato mandato alle rappresentanze sindacali unitarie di indire lo stato di agitazione. Che, a sua volta, potrebbe trasformarsi immediatamente in sciopero nel caso in cui nel confronto di oggi, la società presieduta da Carmine Pisano non dovesse fornire i chiarimenti richiesti, o meglio le certezze pretese sul pagamento delle tredicesime ai lavoratori entro il 15 dicembre e dello stipendio da corrispondere entro il 30 dicembre. A questo proposito, nonostante il pessimismo della vigilia, filtrano indiscrezioni rassicuranti (da confermare oggi) per quel che riguarda proprio il pagamento delle tredicesime. L’Amiu, l’azienda d’igiene urbana del Comune di Taranto, avrebbe chiesto al suo tesoriere un’anticipazione di almeno 2 milioni di euro. La somma, che si aggiungerebbe ai (quasi) 3 milioni di euro ricevuti dal Comune nell’ambito del contratto di servizio, consentirebbe alla società di pagare i propri 534 dipendenti.

All’assemblea dell’altroieri che ha visto una buona partecipazione di lavoratori, hanno partecipato oltre le rsu dell’Amiu anche i segretari territoriali delle categorie dell’igiene ambientale e delle segreterie provinciali confederali di Cgil, Cisl e Uil.

«Dopo aver a lungo analizzato le difficoltà gestionali e finanziarie che hanno progressivamente deteriorato le condizioni di lavoro degli operatori e la qualità del servizio offerto alla cittadinanza, si è condiviso come sia ormai diventata insostenibile - si riporta testualmente dal documento sindacale firmato da Mino Bellanova (Fp Cgil), Francesco Tursi (Reti Cisl) e da Carmelo Sasso (Uil Trasporti) - l’abitudine secondo la quale ogni responsabilità viene scaricata sistematicamente sui lavoratori parlando di assenteismo e scarsa produttività degli operatori per coprire responsabilità al contrario ben identificabili».

I lavoratori dell’Amiu, si prosegue, «ormai provati da mesi di una crisi che sembra senza soluzione e che si sono visti anche utilizzati come capro espiatorio delle inadempienze della dirigenza e della proprietà (il Comune di Taranto - ndr) rispetto all’opinione pubblica», hanno dovuto attendere ottobre per vedersi riconosciuta l’ultima rata della quattordicesima mensilità che, per contratto, dovrebbe essere corrisposta a giugno».

Bellanova, Tursi e Sasso insistono: «Alla semplice formale richiesta di sapere entro il 15 novembre quando e se l’Amiu corrisponderà il prossimo stipendio e la tredicesima ai lavoratori formulata dalle rsu, la stessa dirigenza non è stata ancora in grado di fornire una risposta». Per queste ragioni, sottolineano i sindacalisti, «nell’estremo tentativo di evitare di avere seri problemi di servizio durante il periodo delle festività natalizie l’assemblea ha dato mandato alle rappresentanze sindacali unitarie di proclamare lo stato di agitazione con decorrenza immediata».

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