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Turisti all'Arsenale
progetto quasi pronto

arsenale di Taranto

di FABIO VENERE

TARANTO - Valorizzazione a fini turistici dell’Arsenale e riqualificazione dell’ex molo torpediniere, si stringono i tempi. Lo hanno assicurato, ieri mattina, in un convegno svoltosi al Castello Aragonese, Giampiero Marchesi, coordinatore dei lavori del Contratto istituzionale di sviluppo (Cis) per Taranto ed Eduardo Serra, comandante Marina Sud. Entrambi (Serra e Marchesi) hanno partecipato ad un convegno dal tema «Valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e rigenerazione urbana della Città vecchia di Taranto». La tavola rotonda, organizzata dall’Agenzia del Demanio, e moderata dalla giornalista della «Gazzetta», Enrica Simonetti, ha visto inoltre la partecipazione di Ezio Stefàno, sindaco di Taranto; Stefano Montella, direttore strategie immobiliari del Demanio, e Paolo Di Nola, responsabile di Infrastrutture e territorio di Invitalia.
Il Marches -pensiero si è snocciolato così: «Da poco più di un anno abbiamo imparato a lavorare insieme. Litigando e confrontandoci, stiamo muovendo le cose». Sono le parole del coordinatore della cosiddetta struttura di missione istituita dalla presidenza del Consiglio dei ministri nell’ambito del Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto.

«L'attenzione del Governo sulla città continua ad essere alta, ora siamo ad un punto cruciale - aggiunge Marchesi -. L'Ilva e la situazione ambientale sono questioni che verranno risolte nel medio e lungo termine. Ma dobbiamo lavorare con pazienza».
Taranto, secondo Marchesi, «non più solo come territorio industriale ma anche come ambiente culturale e creativo in grado di attrarre nuovi flussi di visitatori, nuova economia e attività diversificate attraverso un percorso congiunto di cooperazione istituzionale e partecipazione collettiva che punti alla valorizzazione del patrimonio pubblico come leva di sviluppo».
In quest’ottica si colloca il recupero, la messa in sicurezza ed il riuso degli immobili di proprietà dello Stato e di altri enti come «risposta possibile ai bisogni veri e concreti, a partire da una specifica riflessione sulle aree della Città vecchia, dell'Arsenale militare».

«Taranto, nel giro di due mesi, potrà disporre di idee sullo sviluppo urbanistico della Città vecchia - insiste ancora Marchesi -. Sarà nostro compito poi intervenire e rigenerare l'Isola».
Il rappresentante dell'Agenzia del demanio, Montella, ha poi illustrato i due progetti di valorizzazione del territorio. Il primo, «Fari, torri ed edifici costieri», propone lo sviluppo di una forma di turismo sostenibile, legata alla cultura dell'ambiente costiero e del mare. Il 19 settembre si è dato il via al secondo bando e ci sarà tempo fino a dicembre per la concessione di beni di proprietà dello Stato, distribuiti lungo le coste italiane, fino ad un massimo di 50 anni. Delle quattro offerte in corso in Puglia, tre sono situate a Taranto: il convento San Domenico (struttura seicentesca che si affaccia sul lungomare della Città vecchia); la torre d'Ayala (durante l'occupazione militare francese ospitò la batteria costiera e nel 1938 fu acquistata dal Regno d'Italia, Demanio della Guerra ramo Marina) e la torre Castelluccia a Pulsano (nata come torre di avvistamento del circuito difensivo costiero sviluppato intorno al XVI secolo), al cui interno si prevedono attività turistiche, ricettive, ristorative, culturali, sociali. Il secondo progetto, «Cammini e percorsi», è invece un'iniziativa legata al tema dei percorsi e del turismo lento per il recupero di beni pubblici situati lungo suggestivi itinerari storico-religiosi e ciclo-pedonali. La città di Taranto è attraversata dalla via Appia e dalla ciclovia dell'Aquedotto Pugliese.

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