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sanità

Presto nel Tarantino
cinque nuove farmacie

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Indentificate dal Comune di Taranto 5 nuove sedi di incremento popolativo in cui insediare e trasferire le farmacie del Comune di Taranto. Il tutto rientra nell’ambito della revisione della pianta organica previsto dall’art. 5 della Legge 362/1991 relativa al decentramento farmaceutico. Le zone interessate saranno Talsano, Lama, San Vito e Paolo VI. Le nuove sedi farmaceutiche saranno assegnate con bandi di concorso di decentramento e concorso ordinario nelle prossime settimane. A giungere a tali determinazioni è stata un’apposita commissione costituita dal segretario generale del Comune di Taranto, Eugenio De Carlo, dal presidente dell’Ordine dei Farmacisti, Francesco Settembrini, e dal responsabile dell’area farmaceutica dell’Asl Taranto, Emanuele Ferri. A darne notizia è l’Ordine dei Farmacisti che evidenzia come la scelta e l’individuazione delle aree di insediamento delle sedi farmaceutiche è a favore del miglioramento del servizio farmaceutico in seguito al trasferimento dei flussi popolativi dal Borgo della città verso le periferie, in base al quale si è resa necessaria una redistribuzione della popolazione tra i plessi farmaceutici esistenti. «Il presupposto del decentramento – spiega l’Ordine – consiste nell’insorgere di “nuovi insediamenti abitativi” privi di farmacie e in una concentrazione di esercizi farmaceutici eccessiva rispetto al parametro legale».

Interviene, invece, sulla recente apertura del ministro Lorenzin in tema di deroghe per le assunzioni a favore di Taranto, l’on. Labriola, capogruppo per il Gruppo Misto in commissione Lavoro alla Camera dei Deputati. «La Lorenzin prenda atto della realtà ed agisca – afferma -. Serve una pianificazione eccezionale. Taranto vive un'emergenza sanitaria profonda, dove all'incremento di gravi patologie, oncologiche in primis, non viene data dovuta e adeguata risposta. Una situazione che non si può curare con qualche intervento, bensì con una programmazione sanitaria ad hoc». A tal proposito, l’apertura del ministro viene giudicata “timida, non assolutamente sufficiente” dalla parlamentare tarantina. «Basta attese – afferma -. Emiliano chieda al ministro di stralciare il capitolo Taranto da quello regionale, perché l'emergenza tarantina merita attenzioni speciali. In tutto questo anche il sindaco dia il proprio contributo, prendendo posizioni serie e responsabili, come la chiusura preventiva dell'Ilva. Lo Stato ha il dovere di porre rimedio ad una situazione estrema». [M.R.G.]

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