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i nodi dell'acciaio

Ilva, arriva il verdetto ambientale
ed entro metà 2017 si cede l’azienda

Laghi: il giudizio degli esperti lo presenteremo agli investitori

Ilva

TARANTO - «Siamo in attesa del parere del ministero dell’Ambiente per il completamento dell'iter relativo alle due offerte pervenute». Così uno dei tre commissari dell'Ilva, Enrico Laghi, che ieri ha parlato a Milano al convegno «Bilanci d’Acciaio» indetto da Siderweb. «Ci aspettiamo che la consegna avvenga entro una settimana - aggiunge Laghi riferendosi al parere -. L’esamineremo e lo sottoporremo agli investitori, interloquendo con il ministero dello Sviluppo economico. Verificheremo se occorrerà integrare o modificare i piani in relazione ai contenuti del parere. A quel punto, gli investitori decideranno di formulare la loro offerta in un termine previsto dalla legge».

«Tra fine anno o al massimo metà gennaio 2017 - prosegue Laghi - ci aspettiamo di ricevere le offerte comprensive di piano industriale e parte economica da parte degli investitori e l'individuazione dell'aggiudicatario. Dipenderà se ci saranno due offerte, oppure una. È chiaro che richieda maggior tempo l’esame di proposte fra loro concorrenti. Entro metà 2017 - conclude - si concluderà il processo di cessione degli asset».

Il parere del ministero dell’Ambiente citato da Laghi è quello relativo al piano ambientale che, ciascuno per proprio conto, hanno presentato le due cordate in gara: Arcelor Mittal con Marcegaglia in Am Investco Italy e Arvedi, Delfin di Leonardo Del Vecchio e Cassa Depositi e Prestiti per AcciaItalia. A pronunciarsi saranno i tre esperti nominati dal ministro Gian Luca Galletti, per i quali i 120 giorni di tempo concessi per l’istruttoria scadono proprio a metà novembre. I commissari, sulla scorta del parere degli esperti, hanno anche facoltà di proporre integrazioni e modifiche ambientali agli investitori e per questi ultimi la legge ultima prevede che possano chiedere anche variazioni dell’Aia a fronte di innovazioni tecnologiche e di processo con ulteriore proroga dei tempi a dicembre 2018.

Ma il convegno di Siderweb ha soprattutto focalizzato l’andamento del mercato dell’acciaio. E’ emerso che, nel 2015, 3.400 imprese della filiera dell’acciaio hanno avuto un giro d’affari di 36,6 miliardi di euro in calo del 10,1 per cento rispetto al 2014 (40,7 miliardi). In calo del 95 per cento anche l’utile, nel 2015 di 7,002 milioni rispetto ai 149,6 milioni del 2014. Stabile l’Ebitda, attestato a 2,5 miliardi. Siderweb ha radiografato il settore con l’Università di Brescia e la ricerca contiene l’analisi economico-finanziaria dei risultati di bilancio 2015 di 3.400 imprese italiane dell’acciaio, ripartite in 32 cluster e secondo 6 macro-categorie. Nel 2015, la produzione di acciaio è diminuita di quasi il 3 per cento nel mondo e del 7 in Italia. Pesa molto la frenata di Ilva nel settore dei laminati piani anche se proprio questi ultimi hanno beneficiato, nel 2015, della forte ripresa del settore della fabbricazione di autoveicoli (+27 per cento). Il presidente di Siderweb, Emanuele Morandi, commenta così: «I numeri che emergono da “Bilanci d’Acciaio” ci raccontano di una realtà sfilacciata, dove il divario tra le imprese più competitive e quelle meno performanti si sta ulteriormente ampliando».

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