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i nodi dell'edilizia

Taranto, 10.500 case sfitte
scoraggia il rischio morosità

Il 13,6 per cento degli appartamenti non sono occupati

Taranto, 10.500 case sfitte scoraggia il rischio morosità

di FABIO VENERE

TARANTO - Taranto è tra le prime dieci città italiane per numero di case vuote. In particolare, il capoluogo ionico è al nono posto con il 13,6 per cento di abitazioni non occupate pari, in termini assoluti, a circa 10mila 500 alloggi sfitti.

Complessivamente in Italia, ci sono oltre sette milioni di case vuote, pari al 22,5 per cento del totale. Si tratta di un'enorme cifra di abitazioni sfitte concentrate soprattutto al Sud del nostro Paese, in regioni come Calabria, Molise, Abruzzo e Sicilia per effetto dell'emigrazione, anche se al primo posto della classifica troviamo la Valle d'Aosta, dove c'è un'alta percentuale di case vacanze. A dirlo è un'analisi condotta da «Solo Affitti».

Riepilogando, al primo posto della classifica delle case sfitte troviamo la Valle d'Aosta (50 per cento del totale, per 58.731 immobili), a seguire molte regioni del Sud come Calabria (secondo posto con il 38,7 per cento e 481.741 case), Molise (terzo con il 36,9 per cento e 73.524 case), Abruzzo (quarto posto con il 32,7 per cento e 250.038), Sicilia (con il 32,2 per cento e 923.360).

L'effetto emigrazione si rileva anche in Basilicata (29,4 per cento e 94.809 case sfitte), Sardegna, dove sono presenti anche molte case vacanza, (28,2 per cento e 261.120) e Puglia (25,5 per cento e 520.026).

Nella graduatoria non mancano regioni del Nord a vocazione turistica dove ci sono, però, molte seconde case di villeggiatura come Liguria (sesto posto in Italia, 30,9 per cento e 331.863 abitazioni non occupate) e Trentino Alto Adige (con il 27,2 per cento e 156.771).

Un maggior tasso di occupazione delle abitazioni si registra, invece, nelle regioni più popolose come il Lazio, dove solo il 17,6 per cento di case sono vuote (488.114 in totale), così come in Campania (penultimo posto con il 17 per cento e 417.576 case) e soprattutto Lombardia (ultima in Italia con il 15.2 per cento per 731.665 case).

Secondo SoloAffitti è importante la valorizzazione di questo patrimonio. «Facciamo in modo che - ha detto Silvia Spronelli, presidente del franchising - questo grande patrimonio immobiliare a disposizione in Italia possa soddisfare il fabbisogno abitativo e faccia rivivere i piccoli e medi centri storici del nostro Paese.

Ed ancora: «Occorre un progetto governativo chiaro sulla casa e sulle locazioni attraverso agevolazioni fiscali per proprietari e inquilini, come avviene in tanti altri Paesi europei».

Un buon passo in questa direzione è la tassazione fissa al 21 per cento della cedolare secca per i contratti a canone libero e al 10 per cento per i contratti a canone concordato.

Ma occorre, evidentemente, far conoscere di più queste agevolazioni e spingere le amministrazioni comunali a convocare le associazioni di proprietari e inquilini per rinnovare gli accordi sui canoni di locazione. «A Milano e Napoli i prezzi degli affitti sono stati aggiornati dopo 10 - 15 anni e i contratti agevolati - osserva la dirigente di SoloAffitti - faticano a decollare, anche perché i canoni concordati su alcune aree si discostano troppo dai prezzi di mercato, e i benefici per locatari e locatori tardano ad arrivare».

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