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Ambiente ferito

«Va revocata l'Aia all'Ilva
ora basta con le letterine»

«Va revocata l'Aia all'Ilva  ora basta con le letterine»

TARANTO - «Coinvolgere tutto il consiglio comunale ad impegnare il sindaco ad un'azione forte che andasse oltre alle semplici letterine». È questo “l’obiettivo” che ha spinto la consigliera comunale Lina Ambrogi Melle (Ecologisti per Bonelli) a presentare la mozione, poi condivisa da altri consiglieri, approvata dall’assise nei giorni scorsi che impegna il primo cittadino a chiedere al Ministero dell'Ambiente l'attivazione delle procedure dell'art. 29-decies del Decreto legislativo 152/2006 e e quindi la revoca dell'Aia all'Ilva”. Ambrogi Melle spiega di aver prima presentato un'interrogazione urgente al sindaco Stefàno «dopo la pubblicazione lo scorso 3 ottobre 2016 di uno studio epidemiologico commissionato dalla Regione Puglia nel 2014 al dott. Forastiere che ancora una volta conclude senza esitazione che "l'esposizione continuata agli inquinanti emessi dall'Ilva di Taranto causa malattie e morti"».

In seguito, non avendo avuto risposta, «ho ritenuto opportuno – aggiunge la consigliera - impegnarlo tramite una mozione in cui ho coinvolto altri consiglieri che auspicavo venisse approvata all'unanimità in Consiglio comunale, essendo i temi della vita e della salute di tutti noi trasversali e di interesse collettivo».

La mozione, secondo Ambrogi Melle, diventa così «un segnale politico al Governo che ha sì fatto a riguardo 10 leggi, ma per non fermare le fonti di pericolo per noi tarantini, come aveva ordinato la magistratura nel luglio 2012 e per questo denominate leggi salva-Ilva. Come rappresentante della lista civica Ecologisti per Bonelli ribadisco che noi siamo rimasti fedeli alle nostre promesse elettorali alle scorse amministrative del 2012 ed ora, come allora, riteniamo l'area a caldo dell'Ilva di Taranto incompatibile con la vita e pertanto è quanto mai necessario che venga fermata immediatamente, come del resto aveva ordinato successivamente, con un'ordinanza il 26 luglio 2012, la magistratura di Taranto».

Anche Angela Mignogna, coordinatrice dell'associazione “L'Altra Taranto”, esprime «soddisfazione per l'approvazione della mozione presentata dai consiglieri Capriulo, Melle e Venere, relativa alla revoca dell'Autorizzazione integrata ambientale concessa all'Ilva. Le reiterate violazioni dell'Aia da parte dell'azienda (diffidata più volte per questo dal Ministero dell'Ambiente) e le ulteriori evidenze sanitarie emerse dallo studio commissionato nel 2014 dalla Regione Puglia e pubblicato un mese fa, mettono i cittadini di Taranto ancora una volta davanti alla terribile realtà di uno stabilimento siderurgico che causa nella popolazione “fenomeni degenerativi di apparati diversi dell'organismo umano, che si traducono in eventi di malattia e morte”». Mignogna rileva come la regione Puglia, alla «luce dei nuovi drammatici dati sanitari», si sia «dichiarata pronta a mettere in discussione l'Aia rilasciata all'Ilva» e conclude con una domanda: «alla luce della mozione approvata nell'ultimo Consiglio comunale, il sindaco sosterrà le azioni della Regione Puglia e chiederà al Ministero dell'Ambiente la revoca dell'Aia o giocherà ancora a rimpiattino, scrivendo le solite inefficaci letterine, appoggiato da quei consiglieri, che hanno votato contro una ineludibile mozione, tradendo così il mandato dei loro elettori?».

giacomo rizzo

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