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Taranto vecchia, 20 mln
per la messa in sicurezza

Taranto vecchia, 20 mlnper la messa in sicurezza

I venti milioni di euro destinati all’housing sociale verranno utilizzati per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e per la messa in sicurezza degli edifici della Città vecchia. È questo l’orientamento che sembra ormai prevalere all’interno del comitato del Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto (il Cis). Quest’ingente somma proviene da un finanziamento della Regione Puglia, ottenuto un paio di anni fa circa dall’Amministrazione Stefàno. Che avrebbe potuto utilizzarlo per costruire dell’edilizia a condizioni agevolate nel centro storico a beneficio di famiglie senza grandi mezzi economici e di giovani coppie (l’housing sociale appunto).
Ora, per essere più chiari, il Comune di Taranto non perderà i soldi faticosamente ottenuti per costruire alloggi popolari ma queste risorse finanziarie verranno momentaneamente trasferite in quella che per il Municipio è considerata la priorità per puntare alla riqualificazione della Città vecchia. Del resto, nessun imprenditore investirebbe nel Borgo antico senza le opere di urbanizzazione primarie (realizzazione totale o rifacimento delle reti idriche, fognanti e del gas oltre alla pubblica illuminazione). E senza un’adeguata e massiccia opera di messa in sicurezza degli stabili pericolanti, non sarebbe possibile fare praticamente nulla. Per questo, l’Amministrazione Stefàno vuole partire da qui. La scelta, peraltro, nonostante qualche polemica locale, ha avuto poi la condivisione di autorevoli urbanisti di fama internazionale (Borri, Laureano, successivamente intervistati dalla «Gazzetta»).
I numeri poi si sovrappongono perfettamente. Per caso, la somma stimata dai tecnici del Comune per realizzare le opere di messa in sicurezza e quelle di urbanizzazione primaria è sostanzialmente identica a quella ottenuta dalla Regione per l’edilizia popolare. Venti milioni, per l’esattezza. Che, a questo punto, potrebbero cambiare destinazione. Almeno in questa fase, sia chiaro.
Con quel finanziamento, è opportuno ricordarlo, la Regione volle favorire la realizzazione di un piano di edilizia a basso costo nella Città vecchia. E questo, naturalmente, fu guardato con particolare interesse dalle numerose famiglie che attendevano ed attendono di vivere in un’abitazione degna di questo nome e soprattutto dalle giovani coppie. Del resto, la Città vecchia di Taranto può imboccare la strada dell’auspicata normalità solo e soltanto se i vicoli torneranno a ripopolarsi soprattutto di famiglie giovani.
Ma i venti milioni di euro, appena saranno disponibili, basterebbero per realizzare un programma così ambizioso? Forse no, soprattutto se si considera che all’ultima graduatoria stilata dal Comune di Taranto per accedere a delle case popolari hanno partecipato in 1.450. Ed allora, il Municipio potrebbe anche chiamare in causa la Cassa depositi e prestiti per finanziare interventi di questo tipo.

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