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Statte, vicino l'Abbazia
affiora il catrame

catrame per terra

STATTE - A pochi metri dall'Abbazia di Mater Gratiae di Statte, al confine dell’area di proprietà dell’Ilva, affiora catrame dal terreno. Lo sostiene Peacelink, che nei giorni scorsi ha presentato una denuncia ai carabinieri «affinché si individuino tutte le responsabilità del disastro ambientale che ha compromesso il suolo, la falda superficiale e la falda profonda di Taranto, in corrispondenza dei parchi minerali Ilva». L’associazione ora è pronta a presentare «nuove evidenze in procura». Attraverso i social network è stato diffuso un video. Luciano Manna, per conto dell’associazione ambientalista, documenta la situazione che ha trovato a pochi metri di distanza dall’Abbazia. Peacelink, citando documentazione dell’Arpa, aveva parlato di «una miniera di sostanze cancerogene, genotossiche e neurotossiche» che «emerge dai recenti carotaggi nell'area di stoccaggio Ilva».

«Siamo qui - spiega Manna nel video - perchè accade una cosa eccezionale. A pochi metri dall’Abbazia, al confine nord dell’Ilva, nella gravina Leucaspide, affiora catrame dal terreno. A pochissimi metri dai limiti della proprietà Ilva c’e un laghetto, ma al posto dell’acqua abbiamo pece e catrame. Siamo venuti qui - aggiunge - nel 2013 e nel 2014 ma questo catrame è sempre fresco: significa che si rinnova». Antonia Battaglia, Fulvia Gravame, Alessandro Marescotti e Luciano Manna di Peacelink si rivolgono quindi al procuratore Carlo Maria Capristo, ad Asl e Arpa Puglia «affinché siano controllati i pozzi che alimentano i terreni agricoli circostanti e gli eventuali prodotti, vista la gravità della sostanza in questione, vicina a pozzi che, come già documentato ed agli atti dell'esposto del 2014, probabilmente venivano utilizzati per la coltivazione di diversi prodotti agricoli tra i quali cavoli». Per Angelo Bonelli dei Verdi «l’area va immediatamente sotto posta sotto sequestro dall’autorità giudiziaria insieme agli impianti che hanno provocato questo disastro». [giacomo rizzo]

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