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intervento riuscito

Malata di leucemia
Ambra può tornare a casa

bimbi e leucemia

di MONICA ARCADIO

TARANTO - «Ho fatto il trapianto. Sono felice e tra poco torno a casa». Ecco. È uno di quei messaggi che riempie il cuore di gioia e fa esultare. È Ambra che parla. È lei che, entusiasta, annuncia di aver finalmente subìto il tanto agognato intervento per tornare alla vita. Ambra ha compiuto sette anni a luglio e da ormai due anni combatte contro la leucemia. Una malattia che le ha cambiato radicalmente la vita, ma che non le ha mai spento il sorriso e la voglia di lottare e di sperare. Qualche giorno fa finalmente questo messaggio di speranza e di vita nuova arrivato inaspettatamente da una stanza dell’ospedale «Bambin Gesù» di Roma dove la piccola è ricoverata da diversi mesi e dove, poco più di venti giorni fa, ha subìto il trapianto di midollo, donatogli dal padre. È andato bene e tra poche ore, probabilmente nella giornata di oggi, Ambra sarà di nuovo a casa, nella sua città, a Taranto, circondata dall’affetto dei suoi cari e degli amici.

La sua vita è stata segnata da cure, chemioterapia, ospedali e dalla voglia di farcela a tutti i costi. Tanti sacrifici e tante rinunce. Ambra sa cosa vogliono dire, ma questo non le ha mai strappato il sorriso. La bambina ha sempre affrontato tutto con grande entusiasmo arrivando persino a disegnare e colorare la fredda stanza dell’ospedale Moscati di Taranto dove è stata ricoverata a lungo. Insieme a lei, i genitori Andrea e Chiara che, alla luce di questa tempesta abbattutasi nella loro vita, hanno deciso sin dal primo momento di restare a Taranto, nel reparto di Ematologia dell’ospedale Moscati con il dottor Patrizio Mazza e i suoi collaboratori, per far curare la loro figlia. Questo perché a Taranto ci sono grandi professionalità, come loro stessi hanno sempre sostenuto.

«Andare a Roma per il trapianto è stato necessario e al Bambin Gesù ci siamo trovati benissimo - racconta Andrea - ma sarebbe giusto che i bambini di Taranto possano restare a Taranto in tutte le fasi della malattia». I bambini devono potersi sentire a casa, curati e coccolati. Chiara e Andrea sono tra quei genitori convinti più che mai che creare in città un centro onco-pediatrico non possa e non debba essere un sogno. Lo chiedono a gran voce per tutti quei bambini che sono nelle condizioni di Ambra, lo chiedono insieme all’Ail e all’Arciragazzi di Taranto che sanno bene cosa significa ammalarsi a Taranto, dove ad ammazzare sono i veleni dell’area industriale.
Andrea e Chiara ora sono felici. È la fine di un incubo perché troppo spesso, quando sembrava che la piccola si stesse riprendendo, il subdolo male si insinuava in lei. Ora, invece, sembra andare tutto per il verso giusto anche se questi due giovani e coraggiosi genitori sono disoccupati e vengono sostenuti dalle rispettive famiglie. Ma il sole è finalmente tornato e la guarigione di Ambra restituisce il sorriso e nuove speranze oltre alla vita.
Ambra sia quindi il simbolo di rinascita per Taranto, per una città che ha bisogno di reagire e di rialzarsi, per una città che può e deve farcela per tutti i suoi figli.

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