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Dopo nota Anm

Processo Ilva, penalisti
attaccano i magistrati

Si infiamma la polemica dopo la decisione dei difensori di pubblicare gli indirizzi dei magistrati. Protesta il sindacato delle toghe

Processo Ilva, penalistiattaccano i magistrati

Taranto - Una polemica tira l’altra. Anche l’Unione delle Camere penali interviene sul caso riguardante il processo «Ambiente svenduto», chiamato a far luce sul presunto disastro ambientale provocato dall’attività dello stabilimento Ilva.
La Giunta che rappresenta i penalisti italiani esprime la propria solidarietà nei confronti dei colleghi del collegio difensivo che, nel corso del processo Ilva, hanno subito un «durissimo ed inammissibile attacco, prima dalla sezione cittadina di Anm, e poi addirittura dalla sezione distrettuale leccese». L’Unione delle Camere penali parla senza mezzi termini di una «grave e inammissibile interferenza sullo svolgimento di quel delicatissimo processo» compiuta dal sindacato delle toghe.

«La grave responsabilità di quei difensori, agli occhi di Anm risiederebbe - spiegano i penalisti - nell’avere sollevato eccezione di incompetenza funzionale dei giudici tarantini, documentando che decine di magistrati, i quali esercitano le loro funzioni nel distretto, vivono e sono proprietari di immobili nei medesimi quartieri, a volte nelle medesime strade, ove vivono decine di altri cittadini appena ammessi come parti civili per danno da esposizione ambientale e per la svalutazione ed il danneggiamento da polveri dei propri immobili. Al fine della più efficace dimostrazione di tale eccezione, gli avvocati del collegio hanno trasferito i dati anagrafici e catastali dei magistrati sulle mappe dei relativi quartieri, ingrandite su una serie di pannelli esibiti in discussione, insieme ai dati relativi alle parti civili ammesse per danno da esposizione».

Quegli stessi avvocati, fa notare ancora l’Ucpi, «hanno per di più avuto l’accortezza di indicare gli indirizzi abitativi dei magistrati in questione in forma anonima». E «solo» per «quattro esempi eclatanti, in quanto relativi a tre pm componenti il pool di accusa nel processo, e addirittura ad un giudice togato supplente di quella Corte di Assise», sono stati fatti i nomi. Mentre «per l’Anm, i difensori avrebbero in questo modo illecitamente trattato dati sensibili e comunque personali asseritamente riservati, esponendo con ciò solo quei magistrati e le rispettive famiglie a possibili attentati criminali». L’Ucpi denuncia «la assoluta inopportunità» della presa di posizione del sindacato delle toghe, tanto più visto che ancora pende la decisione della Corte d’Assise e rileva come i dati relativi alla residenza anagrafica dei magistrati non siano «affatto dati sensibili, ma dati personali pubblici il cui trattamento è perfettamente lecito». Il processo riprenderà il 26 ottobre. Sperando che nel frattempo le polemiche siano cessate.[M.Maz.]

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