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Comune di Taranto

Amministrative, in campo
l'ex giudice Brandimarte

Amministrative, in campol'ex giudice Brandimarte

Parte la «Grande coalizione». Gli incontri si moltiplicano, i contatti si intensificano, le riunioni occupano le agende dei vari esponenti locali. E, in questo contesto tutto in divenire, assume forma e sostanza un progetto trasversale che potrebbe mettere insieme gran parte del centrodestra, «pezzi» dell’area moderata sino a personalità ed anche gruppi del centrosinistra municipale. Per essere ancora più chiari, di questo «cartello» potrebbero far parte: Forza Italia, il movimento di Fitto («CoR»), moderati in ordine sparso ed anche la lista vicina al sindaco di Taranto, «Sds».
In altre parole, si riposizionerebbero in quest’operazione gli stessi protagonisti che già, nelle settimane scorse, avevano puntato tutto su Ciro Fiore. Questo raggruppamento trasversale aveva individuato nel giudice in servizio al Tribunale dei minori il candidato ideale per arginare la (possibile) onda lunga «grillina». E, in effetti, su Fiore c’era stata una sotterranea convergenza molto ampia. Si era, di fatto, materializzato un pendolo che oscillava dal centrodestra mofderato sino alla sinistra pro Stefàno. In mezzo, per Fiore, iniziava a crescee l’interesse di alcune associazioni culturali ed il suo nome sembrava essere ben visto da (alti) ambienti ecclesiastici oltre che da alcuni settori dell’imprenditoria tarantina. Eppure, l’ipotesi - Fiore, con il passar del tempo, sembra aver perso quota. Sono sempre fondate indiscrezioni (l’interessato non concede nulla ai giornalisti mantenendo una certa cautela che il ruolo peraltro gli impone), a riferire che Ciro Fiore avrebbe abbandonato ogni ipotesi. Avrebbe, in buona sostanza, messo da parte l’ipotesi di tentare la scalata al Municipio. Avrebbero inciso, nelle sue valutazioni, alcuni elementi che evidentemente hanno deviato un percorso che, invece, sembrava già essere segnato.
Ed allora, di fronte ad un magistrato in servizio che si defila, ce ne sarebbe un altro in pensione pronto, invece, a misurarsi in quest’esperienza politica. In questo senso, tutte le ipotesi conducono a Massimo Brandimarte, 63 anni, da poco più di un anno in pensione dopo aver guidato, per oltre vent’anni, il Tribunale di Sorveglianza di Taranto. Notoriamente vicino al Partito radicale, il nome di Brandimarte sembra essere stato accolto positivamente dall’area moderata e dallo stesso centrodestra (Forza Italia, in testa). Che, evidentemente, nonostante l’apparente vuoto pneumatico ha agito nell’ombra per cercare una soluzione in vista delle elezioni amministrative. Ai forzisti, del resto, non interessa un candidato di bandiera ma sono, invece, consapevoli che solo una grande coalizione possa fronteggiare la possibile avanzata del movimento di Grillo. E per farlo, sono disposti anche a rinunciare al proprio simbolo. Giusto per la cronaca, Brandimarte incassa anche la stima del stima del sindaco Stefàno che, in passato, aveva pensato a lui anche per un ruolo assessorile.
Se, per qualsiasi motivo, saltasse l’opzione che conduce al magistrato in pensione, la grande coalizione potrebbe essere capeggiata anche da Piero Bitetti, presidente del Consiglio comunale. Naturalmente, appena avrà lasciato il Partito democratico.

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