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abuso d'ufficio

Parcheggi a Massafra
chieste 29 condanne

Il pm Epifani propone 3 anni di reclusione anche per Tamburrano

Parcheggi a Massafra  chieste 29 condanne

Il pubblico ministero Remo Epifani

Tre anni di reclusione per i 29 imputati. Si è conclusa così la requisitoria del sostituto procuratore Remo Epifani dinanzi al tribunale collegiale (presidente Alessandra Romano) nel processo nei confronti di imprenditori e ex amministratori di Massafra, tra i quali l'attuale presidente della Provincia Martino Tamburrano, per la realizzazione di un silos parcheggio con annesso centro commerciale e direzionale,

I fatti, secondo quanto contestato dal pm Remo Epifani, risalgono al periodo compreso tra il 23 ottobre 2008 e il 15 novembre 2011. Durante la sua requisitoria, Epifani ha specificato che gli amministratori dell’epoca avrebbero intenzionalmente procurato un «ingiusto vantaggio patrimoniale alla società Inedil srl capogruppo mandataria dell’associazione temporanea di imprese Intini Angelo srl, Cisa spa e Inedil srl con il concorso dei legali rappresentanti di esse identificati in Intini Enrico, Albanese Antonio ed Intini Stefano attraverso l’affidamento in concessione ai tre imprenditori della realizzazione di un silos parcheggio con annesso centro commerciale e direzionale. All’immobile, secondo quanto emerso dalle indagini sarebbe stato «pretestuosamente attribuito il carattere di opera pubblica» e soprattutto del centro direzionale in costruzione sarebbe stato garantito agli imprenditori «anche il diritto di proprietà», consentendo così la vendita dell’immobile nonostante la legge consenta solo «la gestione dei beni da realizzare». Un aspetto che, secondo l’accusa era ben noto soprattutto a Rufolo dato che a lui erano state indirizzate ben due note: la prima del Comitato interministeriale per la programmazione economica il 17 marzo 2003 e la seconda dall’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici, Settore affari istituzionali e giuridici poco meno di un mese più tardi, esattamente il 14 aprile 2003. Da qui, la contestazione di abuso d’ufficio, estesa a tutti gli imputati, oltre all'allora sindaco Tamburrano, ovvero i dirigenti comunali della Ripartizione Lavori pubblici, Sergio Rufolo e Lorenzo Natile, gli imprenditori Enrico e Stefano Intini e Antonio Albanese, i consiglieri comunali – all'epoca dei fatti - Gaetano Castiglia, Stefano Meo, Antonio D’Eri, Oronzo De Mita, Giovanni Magazzile, Umberto Bommino, Francesco Miola, Vittorio Piccolo, Cosimo Vinci, Michele Bommino, Bruno Orlando, Alessandro Giannotta, Cosimo Damiano Semeraro, Giuseppe Cardillo, Giuseppe Cofano, Angela Monaco, Antonio Viesti, Davide Convertino, Salvatore Claudio Fuggiano, Pietro Valentini, Nicola Zanframundo, Cosimo Fedele e Donato Lasigna.

Sulla vicenda, peraltro, va rilevato che nell’ottobre 2007 la quinta sezione del Consiglio di Stato aveva rilevato la piena legittimità dell’operato del Comune di Massafra. Al termine della requisitoria del dottor Epifani, sono iniziate le discussioni del collegio difensivo (composto tra gli altri dagli avvocati Egidio Albanese, Michele Rossetti, Carlo e Antonio Raffo, Enzo Fumarola e Franco De Feis) che si concluderanno venerdì prossimo giorno nel quale il tribunale potrebbe ritirarsi in camera di consiglio ed emettere la sentenza.

Mimmo Mazza

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