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il rilancio possibile

«Taranto può rinascere
se punta di più sul mare»

Liviano presenta l'iniziativa di fine estate: ecco la nostra risorsa

il porto di Taranto

Il porto di Taranto

di LEO SPALLUTO

Il mare come prospettiva di sviluppo per la città. La ventunesima edizione della tradizionale «Tre giorni di fine estate» organizzata dalla «Città che vogliamo» prova a guardare lontano e ad immaginare una Taranto in grado di riscoprire la propria antica vocazione marinara.

Il titolo scelto per l’appuntamento del 2016 spiega tutto: «MarePolis: Taranto da città sul mare a città di mare». Quattro gli appuntamenti previsti: il 21, 22, 28 e 29 settembre.

Gianni Liviano, fondatore della «Città che vogliamo» e consigliere regionale della lista «Emiliano sindaco di Puglia», spiega: «Il mare è una risposta identitaria, un’occasione da sfruttare per una città che non valorizza le proprie risorse, uno strumento di rigenerazione economica. Basta pensare al Mar Piccolo: potrebbe diventare un parco culturale, un punto di ritrovo e giochi per i bambini. Un luogo meraviglioso di cui parlavano già Orazio e Virgilio. E’ necessario, però, un percorso di cambiamento».

Liviano ha in mente alcuni esempi. «Pensiamo - dichiara - a città come Bilbao, che ha trovato la propria rinascita in un cambiamento radicale. Oppure a Torino, che ha vissuto storicamente il dualismo tra grande industria e ambiente e poi ha saputo reinventarsi come città leader del terziario avanzato e dell’offerta turistica. C’è bisogno di nuove prospettive».

Il consigliere regionale invoca un cambiamento etico e un nuovo spirito di collaborazione. «Bisogna andare oltre - prosegue - il luogo comune della Taranto brutta, sporca e cattiva. Dobbiamo valorizzare le nostre potenzialità, metterci in rete, essere consapevoli che anche nelle differenze si può avere un destino condiviso. E’ necessario costruire una identità culturale, invece ci disperdiamo in mille comunità rivali tra loro».

Le tensioni, ribadisce Liviano, devono essere superate. «Non possiamo più parlare per slogan. I proclami non servono. Come le liti. In una politica ormai fortemente personalizzata dobbiamo sostituire le esternazioni con i contenuti, esaltando valori e competenze».

Nel corso dei quattro dibattiti si parlerà anche del futuro del porto. Liviano accoglie con interesse l’arrivo a Taranto, a partire dalla prossima settimana, del gruppo Grimaldi impegnato nel traffico ro-ro cargo. «I segnali positivi - evidenzia - non mancano. Vanno colti ed apprezzati. Non ci sono solo prospettive di medio periodo ma anche a breve scadenza. Le buone novità vanno sottolineate: la comunità non può cedere alla tristezza e alla sfiducia. Stanno arrivando anche gli 850 milioni del Cis e i 160 del Patto per il Sud».

In chiusura Liviano dedica un pensiero al giovane operaio dell’appalto morto ieri all’interno dello stabilimento Ilva. «In questi casi - chiosa - si rischia di restare invischiati nelle parole di circostanza. Bisogna restare fuori dalla retorica: nell’immediatezza di una tragedia è meglio percorrere la strada del silenzio. Dobbiamo lavorare tutti per arginare quest’emorragia di vite umane».

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